Dal successo scolastico, al successo formativo. Un percorso di eccellenza nella formazione professionale
Società

Sussidiarietà e… Istruzione

Rapporto sulla Sussidiarietà 2010

È stato presentato a Roma il quinto Rapporto sulla Sussidiarietà, curato dalla Fondazione per la Sussidiarietà, dal titolo “Sussidiarietà e… Istruzione e Formazione Professionale”.
La particolarità dell’approccio seguito dalla Fondazione nelle diverse edizioni di Rapporto, volto ad approfondire singoli aspetti della vita sociale, ritenuti espressione dei valori della sussidiarietà, non poteva non toccare il settore dell’istruzione della formazione professionale.
Il rapporto si è focalizzato su quella particolare esperienza formativa che è rappresentata dagli Istituti professionali di Stato (Ips) e dai Centri per la formazione professionale (Cfp), realtà educative del privato sociale.

I dati del Rapporto

L’indagine è stata realizzata su un campione di quattrocento studenti diplomati nel 28 negli Ips e di altrettanti ragazzi qualificati nello stesso anno negli Cfp di quattro regioni italiane (Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia).
Il contesto dal quale muove il rapporto è ben riassunto in una serie di dati: il 3 percento degli iscritti al primo anno delle superiori non consegue il diploma; più di 117mila giovani fra i 14 e i 17 anni sono fuori da qualsiasi processo formativo.
Gli Ips e i Cfp intercettano gran parte di questi giovani offrendo loro un percorso professionale che ruota attorno al valore della persona e al lavoro come strumento di inserimento sociale.
Il 74% dei ragazzi formati presso i Cfp danno un giudizio complessivo buono e ottimo sui corsi di studio; lo stesso giudizio è espresso dal 58 percento degli studenti degli Ips
Il 62 percento dei diplomati degli Ips trova lavoro entro 6 mesi; lo stesso dicasi per il 51 percento dei qualificati nei Cfp. Vale però la pena sottolineare che agli istituti professionali di stato accedono studenti direttamente dopo la terza media, mentre ai centri per la formazione professionale circa il 4 percento proviene da esperienze di abbandono e di scarsa motivazione al proseguimento degli studi che vengono in questo modo recuperati ad un percorso formativo.

Il lavoro nobilita l’uomo: le eccellenze


Il Rapporto evidenzia come i punti di forza di queste esperienze formative siano proprio i valori ispirati al principio di sussidiarietà, vale a dire l’attenzione alla persona, la valorizzazione delle risorse umane e delle esperienze, l’accoglienza, l’attenzione al rapporto con le famiglie e con il mondo imprenditoriale in vista di un inserimento futuro.
A partire da ciò, sono state individuate nelle diverse regioni delle eccellenze del settore, che si sono distinte per le buone prassi che hanno messo in atto. Un caso per tutti è quello rappresentato da Cometa, una fondazione che ha sede a Como, che ha fatto della formazione uno dei suoi pilastri a partire da un motivo ispiratore che può apparire sui generis: “educare alla bellezza”, come un’esigenza dell’animo umano che aiuta a guardare la vita con positività.
Come si legge nel rapporto, “il primo e più importante aspetto generativo di queste eccellenze sta nell’importanza data a un’educazione intesa in modo non ridotto, che considera la personalità del ragazzo in tutti i suoi fattori, rispetto a impostazioni che riducono l’educazione all’apprendimento o peggio all’addestramento”. Valori che dovrebbero ispirare ogni percorso formativo e non solo quelli professionali.



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