Una nuova cultura democratica per l ' ascolto e la partecipazione
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Il caso del comune di Capannori

Dire, fare, partecipare. Un bilancio socio-partecipativo

E’ di scena la partecipazione a Capannori. Il piccolo comune, in provincia di Lucca, ha scelto di puntare su un modello di amministrazione condivisa in cui i cittadini operano insieme al governo locale secondo lo spirito della sussidiarietà orizzontale.

Si chiama “Dire, fare, partecipare. Il bilancio socio-partecipativo del comune di Capannori” il progetto avviato dall’amministrazione di Capannori che punta a realizzare un modello di governo locale responsabile e trasparente grazie al diretto coinvolgimento dei cittadini. Questi ultimi, infatti, potranno presentare progetti per la realizzazione di opere pubbliche, suggerire iniziative, che saranno oggetto di un voto popolare per l’approvazione ed il successivo inserimento nel bilancio di previsione 212.

Un progetto che “favorisce” la partecipazione

Il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha fatto sapere che il comune metterà a disposizione, per ognuna delle ex-quattro circoscrizioni, 1mila euro per la realizzazione di interventi e opere “favorendo” così la partecipazione dei cittadini nella definizione delle politiche locali.

“Capannori vuole innovare il processo di partecipazione alle scelte dell’amministrazione comunale – spiega il sindaco Giorgio Del Ghingaro – lo faremo facendo decidere ai cittadini i progetti per il territorio e, allo stesso tempo, coinvolgendoli nel processo di rendicontazione, rendendoli, così, partecipi di un processo decisionale senza precedenti nella nostra realtà (…) Vogliamo trasmettere ai cittadini una nuova cultura democratica, incentrata sul rafforzamento del reciproco ascolto, sul coinvolgimento diretto nelle scelte che interessano le nostre frazioni e su una maggiore trasparenza”.

Il progetto prevede anche la costituzione di un comitato di garanzia per la trasparenza e l’imparzialità del procedimento partecipativo. L’organismo sarà formato da due rappresentanti della comunità locale e da due consiglieri comunali, l’uno di maggioranza e l’altro di opposizione.

Le fasi del progetto

Si entrerà nel vivo del progetto coinvolgendo direttamente i cittadini già nella fase della rendicontazione delle attività del comune nel 21 attraverso una bozza di bilancio sociale.

I problemi del territorio e le proposte dei cittadini, che costituiranno le linee guida per la formulazione delle politiche del comune per il 212, saranno invece discusse in incontri tematici che vedranno gli stessi cittadini e gli amministratori confrontarsi sui problemi e le sfide future della comunità locale.

Si procederà poi alla formazione di quattro laboratori di progettazione partecipata che avranno il compito di elaborare piani di intervento, i quali, una volta superato l’esame di fattibilità da parte degli uffici comunali, saranno sottoposti al giudizio dei cittadini nel corso di assemblee pubbliche.

La conditio sine qua non per l’approvazione del bilancio di previsione 212 è l’inserimento dei progetti scelti dai cittadini nel bilancio stesso così come nella redazione del piano delle opere pubbliche e del peg (piano esecutivo di gestione) si dovrà tener conto delle indicazioni e delle linee guida proposte dai cittadini.

La scelta di Capannori e dell’altra Italia

Sempre di più la sussidiarietà orizzontale si pone come la soluzione per un’amministrazione innovativa e virtuosa perché non è detto che l’innovazione debba venire da qualcosa di non conosciuto, spesso è proprio la “combinazione inedita di fattori noti” (vedi Gregorio Arena, Amministrazione condivisa, l’alleanza vincente fra cittadini e istituzioni, in Labsus editoriali), ovvero cittadini e pubblica amministrazione, a produrre i risultati migliori.

I primi, attraverso le proprie capacità e competenze sono portatori di capitale sociale, mentre i secondi, dotati dei mezzi tecnici, possono “favorire” l’iniziativa dei cittadini in vari modi: dalla concessione del patrocinio ad una iniziativa fino all’adozione di particolari regolamenti, oppure, agire di concerto con i cittadini tracciando insieme le linee guida delle politiche territoriali.

Questa è stata la scelta di Capannori e di molti altri comuni virtuosi che hanno deciso di dare voce all’ “altra Italia” che si muove dal basso.



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