Ancora cittadini protagonisti: ma non sempre le istituzioni rispondono in modo sussidiario
Vivibilità urbana

“Riprendiamoci napoletani”

L'ente locale non sposa la causa dei cittadini

Un impegno concreto da parte di cittadini volontari che vogliono salvare le strade della propria città dal degrado. Interventi programmati di recupero urbano e sociale fino ad assicurare servizi ambientali gratuiti. " Riprendiamoci napoletani " voleva passare dalle parole ai fatti, ma il comune di Napoli non ha sposato la causa dell ' associazione.

Si chiama ” Riprendiamoci napoletani ” l’associazione onlus costituita per volontà di un gruppo di cittadini impegnati concretamente per la valorizzazione della città di Napoli.

Le finalità del sodalizio sono la solidarietà , l’assistenza sociale, la beneficenza e l’istruzione.

Presupposto essenziale per iniziare il progetto è stato quello di sensibilizzare il comune di Napoli e l’opinione pubblica regionale e nazionale sulla reale situazione di emergenza a Napoli, organizzando incontri, dibattiti, pubblicazioni, studi e altre iniziative.

Tra le azioni concrete proposte dall’associazione ci sono progetti di recupero urbano e sociale.

Il gruppo di cittadini voleva adottare cinque strade di Napoli che ricadono nell’ambito territoriale di cinque municipalità e versano in un evidente stato di degrado: tra le vie interessate anche l’area dei quartieri spagnoli della città partenopea.

L’iniziativa, purtroppo, non ha avuto il sostegno concreto del comune di Napoli.

Sul web si sono raccolte più di quattrocento adesioni, compreso l’appoggio di altre otto associazioni di liberi cittadini che insieme a ” Riprendiamoci napoletani ” hanno creduto nel progetto convinti che un’azione concreta serva a riqualificare la città , ridandole un volto pulito e accogliente.

Gli interventi programmati da progetto sono circa cinquanta, e vanno dall’arredo urbano fino all’erogazione di servizi ambientali gratuiti. Se in una strada adottata c’è un fruttivendolo che produce un volume rilevante di rifiuto umido, l’associazione mette a disposizione un piccolo impianto di compostaggio, oppure i volontari recuperano gratuitamente gli oli usati di una officina. Questi alcuni esempi delle attività programmate nelle strade adottate.

I volontari coinvolti mostrano di saper coniugare nella loro azione una forte spinta aggregativa e solidale con un’affezione al proprio territorio e con la capacità di offrire servizi utili alla collettività .

Il Comune non ha creduto nell’iniziativa lodevole dell’associazione. Ecco un esempio di sussidiarietà che chiede di diventare realtà , ma che ancora una volta non trova l’auspicato appoggio delle istituzioni locali.



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