La regione Abruzzo decide di legittimare e sostenere direttamente le aziende agricole che offrono servizi socialmente utili.
Diritto

ABRUZZO – Legge 83/4 del 14 giugno 2011

La Regione legifera in materia di agricoltura sociale

Il 14 giugno scorso il Consiglio regionale d ' Abruzzo ha approvato il progetto di legge " Disposizioni in materia di agricoltura sociale " .

L ' amministrazione abruzzese ha deciso di legittimare e sostenere direttamente quelle aziende agricole che affiancano alla produzione eco-sostenibile l ' offerta di una serie di servizi sociali, destinati alle fasce disagiate o vulnerabili della popolazione.

La cosiddetta agricoltura sociale, già sperimentata in altri paesi dell’Unione europea (vedi green care farms olandesi), si sta diffondendo anche sul territorio nazionale, prima attraverso l’impegno del terzo settore e poi con il maggiore interesse degli imprenditori agricoli.

La natura stessa del lavoro agricolo si presta ad attività di integrazione, a pratiche di terapia e riabilitazione dei diversamente abili, all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale di soggetti svantaggiati e all’offerta di servizi educativi, culturali, di supporto alle famiglie e alle istituzioni didattiche.

Legislazione italiana in materia

L’ordinamento italiano non ha ancora definito un quadro legislativo per l’agricoltura sociale, nonostante venga citata espressamente nel Piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale, adottato su iniziativa del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e approvato dalla Commissione europea il 12 gennaio 27.

Anche il programma ” Guadagnare salute ” , approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 febbraio 27, evidenzia la necessità di promuovere un’agricoltura multifunzionale, in realtà le linee programmatiche non sono sufficienti e soprattutto vincolanti.

La regione Abruzzo è tra le prime in Italia a regolamentare questo settore, come si legge nella Relazione in materia di agricoltura sociale: ” Tali scelte rientrano appieno in quella concezione di sviluppo rurale che è stata efficacemente individuata come ” nuovo modello di welfare locale ” . In Abruzzo esiste una rete di realtà – a cominciare dagli istituti carcerari e dai centri di salute mentale, senza contare i molti soggetti operanti nel cosiddetto ” terzo settore ” e nella cooperazione – che ben si presta alla pratica dell’agricoltura sociale, considerando anche che molti detenuti ed internati provengono proprio dal mondo rurale e che in alcuni casi sono già impegnati in attività agricole all’interno di istituti ” .

Come è accaduto per altri provvedimenti regionali, il disegno di legge abruzzese riconosce di fatto l’utilità pubblica dei soggetti del terzo settore, ai quali va il merito di aver sviluppato pratiche socialmente utili, anche senza il dovuto riconoscimento normativo.

In questo caso l’obiettivo di creare una rete tra organismi no-profit, pubblica amministrazione e fattorie sociali rientra a pieno titolo nel principio di sussidiarietà orizzontale, citato nel testo, promosso anche da Labsus.


Il testo regionale nel dettaglio

Nell’art. 1 delle Disposizioni in materia di agricoltura sociale vengono definiti oggetto e finalità del provvedimento; ” la Regione promuove lo sviluppo e la qualità dell’offerta dei servizi sociali del welfare regionale attraverso interventi innovativi nelle fattorie sociali, anche al fine di favorire lo sviluppo delle produzioni locali ” .

L’art. 2 definisce i concetti di ” agricoltura sociale ” e di ” fattoria sociale ” .
Con i termini ” agricoltura sociale ” si intende l’attività svolta dagli imprenditori agricoli, anche in forma associata tra loro, qualora integrino in modo sostanziale e continuativo l’attività agricola con la fornitura di servizi sociali per le fasce più a rischio, in accordo con le pubbliche amministrazioni.
Per ” fattorie sociali ” invece si intendono le attività agricole, operanti nei diversi settori, che insieme ai programmi di agricoltura eco-sostenibile attuino progetti educativo – assistenziali e percorsi di inserimento socio – lavorativi, affinché si crei sul territorio una rete efficace che possa rispondere ai bisogni sociali locali, con la collaborazione delle istituzioni e degli organismi del terzo settore.

L’art. 3 (Modalità operative) riafferma la necessità di coinvolgimento delle istituzioni pubbliche e private e degli organismi del terzo settore, secondo il principio di sussidiarietà .

Nell’art. 4 vengono definiti i requisiti aziendali, oltre a quelli prescritti nell’art.2, delle fattorie sociali:
– aver realizzato ambienti coperti per l’accoglienza e l’intrattenimento;
– possedere strutture e attrezzature adeguate allo svolgimento di attività ludiche e terapeutiche anche attraverso l’impiego di animali o di produzioni agricole aziendali;
– le fattorie sociali che intendessero svolgere attività riabilitative, terapeutiche e terapie assistite con animali, dovranno avvalersi di professionisti nelle varie discipline.

Con l’art. 5 si stabilisce l’istituzione di un Osservatorio regionale delle fattorie sociali con finalità di monitoraggio, raccolta dati e ricerca; è prevista inoltre una valutazione annuale dei risultati conseguiti (art. 9).

Il disegno di legge prevede (art. 6) anche la creazione di un registro delle fattorie con l’obiettivo di sviluppare una rete regionale coordinata ed aggiornata.

In conclusione, la regione Abruzzo si impegna a valorizzare il ruolo e le finalità dell’agricoltura sociale nei propri piani di sviluppo regionali (art. 7), prevedendo anche delle misure di sostegno diretto, riportiamo integralmente l’art 8:
” La Regione adotta, e si attiva perché gli altri enti pubblici territoriali facciano altrettanto, criteri di priorità e agevolazioni nei procedimenti di assegnazione di terreni agricoli, forestali, usi civici o incolti appartenenti al Demanio, al patrimonio degli stessi Enti o trasferiti al patrimonio dei Comuni per effetto dell’articolo 2 undecies, comma 2 della legge 31 maggio 1965, n. 575 (Disposizioni contro la mafia), come modificato dall’articolo 3 della legge 7 marzo 1996, n. 19 sul riutilizzo sociale di beni confiscati alle mafie;
– la Regione si impegna ad individuare e adottare le opportune misure affinché nelle mense pubbliche ricadenti sotto la sua competenza possano essere somministrati prodotti agroalimentari provenienti dalle fattorie sociali;
– nell’ambito delle strategie e degli interventi volti a promuovere la ” filiera corta ” , la Regione favorisce la creazione di un consorzio delle fattorie sociali e mette a disposizione, se richiesto e nelle modalità ritenute più congrue, parti degli immobili appartenenti al patrimonio regionale da adibire a punti vendita dei prodotti delle fattorie sociali e delle aziende agricole regionali. Il portale della regione Abruzzo ospiterà nel proprio sito internet un apposito spazio per la promozione e la vendita on line dei prodotti delle fattorie sociali ” .

Orti sociali

Da segnalare infine l’approvazione di due emendamenti al progetto di legge in materia di agricoltura sociale, attraverso i quali viene introdotto lo strumento degli ” orti sociali ” .
Destinare alla coltivazione, con lo scopo dell’autoconsumo, alcune aree pubbliche da individuare anche all’interno degli spazi scolastici o delle strutture detentive; gli obiettivi sono simili a quelli delle fattorie sociali: educare a comportamenti eco-compatibili e favorire l’integrazione attraverso il lavoro agricolo.
Entro 6 giorni dalla pubblicazione della legge verrà approvato un regolamento che dovrà specificare le disposizioni attuative degli orti sociali.




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