"Non è solo una rivoluzione economica ma è anche un grande cambiamento del costume e potenzialmente dei flussi commerciali"
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Agricoltura urbana a San Francisco

Ortaggi a chilometro zero nella città californiana

La città californiana, che già si era dimostrata all'avanguardia in tema di agricoltura urbana negli anni Settanta con l'invenzione dei Community garden, ora fa un passo in più: un'ordinanza comunale permette a tutti i cittadini di vendere direttamente i prodotti coltivati nel proprio orto a chiunque, dai vicini di casa, a bar e ristoranti.

A San Francisco, California, il consiglio comunale ha approvato un’ordinanza che permette a chiunque di vendere i prodotti coltivati nel proprio orto. Vicini di casa, ristoranti e bar potranno così acquistare ortaggi freschi coltivati da privati nel giardino di casa o nei Community garden per hobby o per arrotondare lo stipendio. Prodotti a chilometro zero, anzi spesso a metro zero, senza costi di trasporto e intermediari, perciò sia l’ambiente sia il portafoglio ne beneficiano.
San Francisco, da sempre in prima fila nella sperimentazione economica e sociale, ha deciso di porsi all’avanguardia nello sviluppo di un’agricoltura urbana: infatti, già negli anni Settanta, la città californiana aveva realizzato un’importante iniziativa in questa direzione, decidendo di aprire le terre comunali a coloro che erano disposti a coltivarle. Nacquero così i Community garden, giardini comuni, che strappando da un lato terreni pubblici all’incuria e al degrado, ne fecero importanti centri di socializzazione.

San Francisco dai Community garden ad oggi

L’ordinanza comunale in questione fa un ulteriore passo rispetto all’istituzione dei Community garden (che, tra l’altro, grazie all’esempio di San Francisco sono oggi presenti in molti paesi, clicca qui per un esempio nostrano). Mary Purpura, Urban Ecologist di The Potrero View, uno dei principali giornali di quartiere della città, osserva: "I giardinieri urbani coltivavano o per scopi estetici, per rilassarsi o per arricchire la loro alimentazione, era insomma un’esperienza più intellettuale, una dichiarazione politica, che una scelta di sviluppo. Questa è diversa: è la prima volta che negli Stati Uniti una città permette ai suoi abitanti di coltivare e vendere dal giardino di casa propria. Non è solo una rivoluzione economica ma è anche un grande cambiamento del costume e potenzialmente dei flussi commerciali, che rifocalizza il consumo alimentare sulle produzioni regionali".

Ed Lee, sindaco di San Francisco, ha affermato: "Questa è una splendida occasione per incrementare la produzione alimentare cittadina, per stabilire un precedente che può servire da esempio ad altre realtà urbane e per recuperare una preziosa porzione dei terreni cittadini che giacciono abbandonati. Bisogna liberare quei lotti e sottrarli alle spinte speculative". E infatti non poche città statunitensi si stanno organizzando per seguire l’esempio di San Francisco, tra le quali Berkeley, Oakland, San José e Santa Cruz.

Dunque i benefici derivanti dall’iniziativa sono senz’altro notevoli, riflettendosi sull’ambiente e sulla qualità della vita, senza contare poi l’importanza di un simile esempio ai fini di un ripensamento complessivo del sistema di produzione attuale. Nello specifico l’esempio californiano potrebbe indirizzare ad un cambiamento dei flussi commerciali puntando sul consumo di alimenti regionali, dunque nella direzione di un’economia più rispettosa delle persone e dell’ambiente.



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