Un connubio sviluppato tra pescatori locali ed ente promotore, che ha raccolto benefici per entrambi
Ambiente

Area marina cogestita

Amp e pescatori locali uniti per gestire le risorse marine

Dal 2005, nella riserva marina di Torre Guaceto, in Puglia, si sperimenta un nuovo modello di co-gestione delle risorse idriche locali. Un piano dall'aproccio innovativo ed efficace, inserito nel progetto europeo MedPan Sud, coordinato e promosso da Wwf Italia e Wwf Mediterraneo, che ha lo scopo di guidare le aree marine protette dei paesi alle porte dell ' Europa, verso una gestione più efficiente delle proprie risorse, attraverso l'esempio fornito da realtà già consolidate, come quella pugliese.

Nella seconda settimana dello scorso aprile, l’area marina protetta di Torre Guaceto, ha ospitato una delegazione di studiosi ed esperti provenienti dall’Area marina protetta di Lastovo (l’ottavo parco marino croato), giunti in Puglia per studiare i parametri e le dinamiche di un processo di co-gestione della piccola pesca, avviato nella riserva di Torre Guaceto già dal 2005, che in pochi anni ha raccolto grandi risultati. I momenti formativi che hanno costituito questo ponte italo-croato, sono stati coordinati e portati avanti dallo staff dell’Istituto Nazionale per la Protezione della Natura, dai pescatori locali che lavorano nell’Amp di Torre Guaceto e dai gestori dell’Amp che hanno precisato come in realtà , il progetto affonda le sue radici ancor prima del 2005, quando nel 2001, l’Amp sancìla chiusura totale della pesca per i successivi quattro anni consentendo cosìun efficace recupero della popolazione ittica sfruttata in molte altre zone del mediterraneo (e non solo).

Tale ripristino ha conseguentemente permesso la realizzazione di un effettivo miglioramento delle condizioni ambientali e ha consentito di mettere in pratica il progetto sperimentale di pesca co-gestita dai pescatori locali insieme con l’ente gestore (Amp), entrambi firmatari di un accordo che prevede il rispetto di determinate indicazioni derivanti da un rigoroso monitoraggio scientifico, riguardanti ad esempio l’utilizzo del tramaglio come modalità di pesca consentita e la frequenza della pesca stessa, appositamente limitata.
Torre Guaceto sale cosìin cattedra e si propone come modello di pesca europeo, mettendo i mostra i risultati ottenuti che vanno ben oltre quello sicuramente importante dell recupero ambientale e si ripercuotono nella sfera sociale attraverso l’organizzazione di vere e proprie unità aziendali che collaborano per sfruttare al meglio i finanziamenti disponibili e lavorano quotidianamente vagliando le possibilità di commercializzazione ottimali del prodotto pescato, secondo filiere innovative che godono dell’appoggio di marchi di qualità ed eco-sostenibilità .

Il progetto nel dettaglio

L’Amp di Torre Guaceto è stata istituita nel 1991 ed è gestita da un consorzio formato dal WWF ed i comuni di Brindisi e Carovigno. Ma l’effettiva protezione dell’area marina è divenuta realmente efficace solo intorno al 2000, quando l’Amp ha istituito la chiusura totale della pesca fino al 2005, anno in cui si è adottato un diverso approccio di co-gestione della piccola pesca che si è rivelato un vero e proprio modello, da esportare oltre i confini pugliesi e italiani, come dimostra l’inserimento dell’iniziativa nel progetto europeo MedPan Sud, promosso da Wwf Italia e Wwf Mediterraneo.

Come mostra il grafico accanto, grazie all’accordo di co-gestione, dopo il 2005, i pescatori hanno realizzato catture tra due e tre volte superiori rispetto alle catture normalmente ottenute al di fuori dell’Amp.
Il protocollo adottato per ottenere tali risultati, si è sviluppato attraverso il tipico esempio di approccio bottom-up: si parte cioè da una situazione già familiare ai pescatori locali, apportando piccole ma significative modifiche, in modo da poter garantire un coinvolgimento e una partecipazione totale da parte dei pescatori. Questo tipo di prassi si è preferita all’alternativa di intervento che prevedeva qualcosa di più complesso e, seppur teoricamente corretto, lontano da ciò che i pescatori stessi potessero sentire familiare e quindi condividere con facilità .
Ed è stata proprio l’adozione di tale pratica, uno degli elementi vincenti del progetto, che deve il suo successo anche e soprattutto al connubio sviluppato tra i pescatori locali (che hanno garantito la loro completa collaborazione) e l’ente promotore, con benefici sia per la gestione dell’Amp, che per i pescatori stessi, che hanno ridotto lo sforzo di pesca vedendo aumentare la quantità di pesce catturato.
Un piano di gestione efficace, quello di Torre Guaceto, che ha ridotto al minimo i conflitti tra la gestione dell’Amp e gli attori locali e si è imposto su scala europea, come modello per tutte quelle realtà che vogliono raggiungere simili risultati.



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