Cittadinanza è sinonimo di appartenenza ad una comunità e di partecipazione alla vita pubblica
Cultura

L’inclusione esclusiva

Sociologia della cittadinanza sociale

Enrico Gargiulo avanza, nella prima parte del testo, un’analisi riguardo alla cittadinanza; in modo particolare l’autore si concentra sul lato esclusivo di tale istituto che ha portato alla creazione di un vero e proprio sistema di privilegi su scala globale. Gli ultimi capitoli sono dedicati allo studio di nuove forme di partecipazione dal basso intese come risposta alla crisi del welfare state.

Nel primo e nel secondo capitolo l’autore del testo focalizza la propria attenzione sui processi storici che hanno portato alla costruzione della cittadinanza sociale. Attraverso tale analisi, egli intende mettere in rilevanza le dinamiche dell’esclusione connaturate a tale istituto: la concessione di diritti ad alcune categorie di soggetti procede di pari passo con la negazione di tali diritti ad intere categorie di persone. Se ci si concentra sullo studio del lato inclusivo, esaminare la cittadinanza significa osservare le modalità di partecipazione del cittadino alla vita della comunità nel quale egli è incluso. Lo studio del lato esterno, invece, ha come argomento i criteri giuridici secondo i quali alcuni soggetti, e non altri, sono considerati cittadini. Per questo l’attenzione è totalmente rivolta verso le modalità di attribuzione, e non di esercizio, della cittadinanza. Se il lato interno rappresenta la cittadinanza come una categoria inclusiva, il lato esterno la rappresenta invece come una categoria esclusiva.
I capitoli 3 e 4 sono quelli maggiormente riguardanti il tema della sussidiarietà in quanto concernono le nuove forme di partecipazione che, di fronte alla crisi del welfare, la società civile mette in atto. Dal punto di vista delle politiche sociali, la fase attuale di crisi del welfare state è spesso vista come una novità assoluta dell’epoca contemporanea. Gargiulo ritiene che la risposta allo smantellamento del welfare state novecentesco sia la ricerca di una nuova solidarietà costruita su fondamenta differenti e più solide rispetto a quelle dello stato sociale; una solidarietà che deve partire non dallo stato, ma dalla società civile, non dall’alto, ma dal basso. La funzione solidaristica dello stato del benessere è stata attaccata proponendo tale tesi: gli individui non hanno bisogno dello stato finché possono fare da sé. Il selfmade man non può e non deve attendere un intervento dall’alto ma deve agire in piena autonomia e libertà.
L’attenzione posta nei confronti della società civile e della sua capacità di gestire e garantire il bene comune, è la veste che si sono date le politiche degli ultimi anni; tuttavia gli obiettivi di queste ultime sono valutati negativamente dall’autore. I propositi non sono quelli di una riattivazione di legami sociali bensì un risparmio di fondi pubblici, delega al piccolo di ciò che il grande non può o non vuole fare, ritiro del pubblico a favore del privato, sia profit sia non profit. Il passaggio da un welfare state centralizzato ad un welfare locale e territoriale affidato alle iniziative spontanee della società civile può nascondere, dietro la maschera dell’altruismo, un disinteressamento ed un ritiro dello stato dalla politica sociale.
Gargiulo E., L’inclusione esclusiva. Sociologia della cittadinanza sociale., Franco Angeli, 28, Milano.


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