L ' Agenzia per il terzo settore presenta i risultati del lavoro svolto nel 2010
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Relazione annuale dell ‘ Agenzia per il terzo settore

Attività svolte nel 2010 e modifiche allo statuto dell ' Agenzia

Lo scorso 13 giugno a Palazzo Chigi l’Agenzia per il terzo settore ha presentato la Relazione annuale sul lavoro svolto nel corso dell'anno 2010 alla presidenza del Consiglio dei ministri, alla presenza del sottosegretario di stato Gianni Letta.
Le recenti modifiche apportate con il DPCM n.51 del 26 gennaio 2011, di cui Labsus aveva già dato notizia, hanno ampliato le competenze dell’Agenzia sia in merito alle funzioni di controllo, che a quelle di indirizzo; il nuovo regolamento ha inoltre sostituito l’acronimo Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale), con la definizione di “Terzo settore”.

Il presidente dell’Authority Stefano Zamagni ha illustrato alla platea, composta da rappresentanti istituzionali e da operatori del terzo settore, il contenuto della Relazione annuale evidenziando tre aspetti cruciali per lo sviluppo futuro del terzo settore: la riforma del libro I del Codice civile, la trasformazione dell’Agenzia in una Autorità indipendente di settore, la stabilizzazione dell’istituto del cinque per mille.

Le attività del 21 nel dettaglio

Le pratiche pervenute nel 21 all’Agenzia per il terzo settore sono state 66, di cui: 392 richieste dalle Direzioni regionali delle entrate, 5 richieste dalla pubblica amministrazione, 15 richieste da privati e 59 devoluzioni.

L’attività dell’Agenzia è concentrata nella redazione di pareri obbligatori ma non vincolanti, relativi all’iscrizione o alla cancellazione dall’anagrafe delle Onlus.
Dalla relazione annuale si legge che nonostante l’“attività nel 21 abbia registrato una flessione quantitativa, ha subìto però un’evoluzione qualitativa rispetto agli anni passati, in quanto in numerosi casi le istruttorie hanno presentato una maggiore complessità”; i pareri emessi nel 21 sono stati 66, in forte calo rispetto ai 1.127 dell’anno precedente.
Le richieste di parere inviate dalle Direzioni regionali dell’Agenzia delle entrate sono state 392 (nel 29 erano state 1.278): 216 cancellazioni, 139 cancellazioni art. 6 DM 266/3, 4 richieste di parere preventivo, 33 supplementi d’indagine.

Nel dettaglio, su 66 pareri emessi:
529 sono stati positivi alla cancellazione delle Onlus dall’anagrafe, ove si sia riscontrata una carenza formale dei requisiti, oppure si sia ravvisata in modo certo la non corrispondenza dell’attività svolta ai requisiti richiesti dal legislatore;
31 sono stati i supplementi di indagine, in questi casi è richiesto alle Direzioni regionali di approfon-dire l’istruttoria acquisendo maggiori informazioni ai fini dell’emissione del parere;
46 sono stati i pareri negativi alla cancellazione, nei casi in cui durante l’istruttoria si sono riscontrati elementi certi ai fini della qualificazione di Onlus per l’organizzazione.

Riguardo le richieste pervenute dalle pubbliche amministrazioni (5 nel 21) si è trattato di temi la cui rilevanza ha portato a esprimere pareri di carattere generale, o che hanno richiesto la necessità di un confronto con altre pubbliche amministrazioni prima della loro approvazione.

Anche se l’attività di consulenza ai privati non rientra tra i compiti istituzionali, l’Agenzia ha prestato attenzione alle questioni sollevate dai privati emettendo 15 pareri facoltativi.

Infine le richieste di devoluzione del patrimonio delle organizzazioni in caso di estinzione e,o perdita di qualifica di onlus, sono state 59 (66 nel 29). Questa tipologia di pronunce è obbligatoria e vincolante.

Da segnalare in conclusione l’attività ispettiva dell’Agenzia in collaborazione con la Guardia di finanza secondo un protocollo d’intesa; le segnalazioni dell’Authority riguardano principalmente la scarsa trasparenza informativa nell’attività di raccolta fondi, le anomalie o distorsioni nella gestione ed amministrazione degli enti, la scarsa partecipazione dei soci alla vita associativa dell’organizzazione.

Libro bianco sul Terzo settore

I consiglieri dell’Agenzia hanno presentato nella stessa giornata la seconda edizione del “Libro bianco sul Terzo settore”, “uno strumento per conoscere, approfondire e progettare il Terzo settore italiano, e per renderlo ancor più protagonista del progresso economico e culturale del paese”.
Gli autori hanno analizzato i nodi critici sofferti dalle organizzazioni e studiato possibili strategie di soluzione da percorrere, nella direzione di aprire prospettive di sviluppo e di superare i problemi che lo limitano.
A fine anno l’attuale vertice dell’Agenzia dovrà essere rinnovato, il testo rappresenta quindi il prodotto di 5 anni di lavoro e di ricerche negli ambiti costituzionali, amministrativi e tributari all’interno del panorama no-profit italiano.

Dal comunicato stampa dell’Agenzia per il terzo settore: “Si stima che l’ “altra economia” arrivi a sfiorare il 5% del Pil, occupando in forma retribuita 75. persone e 3.3. come volontari. Con 4 milioni di operatori pari al 18% del totale dei lavoratori italiani, il non profit rappresenta il “contenitore sociale” più grande in Italia ma anche più qualificato: il 6% è costituito da donne, il 72% dei lavoratori sono laureati, l’età media si aggira intorno a 4 anni. La stima media dei cittadini fruitori si aggira intorno ai 5 milioni.”



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