I cittadini devono essere immediatamente coinvolti nella manutenzione e gestione delle aree pubbliche
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Retake Cassia

Cordata per il decoro

Sabato 11 giugno si è svolta la manifestazione Retake Cassia. Cittadini attivi, armati di acqua e raschietti e di buona volontà, hanno rimosso sticker e cartelloni abusivi su via Cassia, da Corso Francia all'angolo con via di Grottarossa.


Si è svolto sabato 11 giugno l’evento “Retake Cassia: cordata per il decoro”, organizzata da Retake Roma con il supporto di altre associazioni, tra le quali figura anche Labsus. Dalle ore 1 due gruppi di cittadini attivi, armati di raschietti e di buona volontà, sono partiti da Corso Francia e dal bivio Cassia-via di Grottarossa e, convergendo verso l’angolo con via Manfredi Azzarita, hanno rimosso tutti i poster, sticker e cartelli abusivi incontrati sul tragitto. Ad assistere la loro attività c’era una squadra dell’Ama, coordinata dal responsabile del decoro urbano Mirco Giannotta e dal caposquadra Angelo Sabelli, che assieme alla polizia municipale, ha supportato il lavoro dei retakers.

Alle ore 12 i due gruppi si sono incontrati nel punto prestabilito, dove ad aspettarli vi erano altri sostenitori ed alcuni rappresentanti delle istituzioni, tra cui, il senatore Athos De Luca, molto impegnato sui temi ambientali, il presidente della Commissione ambiente di Roma Capitale Andrea De Priamo, nonché alcuni consiglieri del XX Municipio, tra i quali Daniele Torquati. Il senatore De Luca ha poi proceduto a tagliare, armato di un apposito strumento a lama rotante, un cartellone abusivo, che è stato poi rimosso dalla squadra dell’Ama.

Partecipazione è democrazia

Paola Carra, organizzatrice dell’evento, parafrasando Giorgio Gaber riassume il significato della manifestazione. Inoltre secondo lei “i cittadini devono essere immediatamente coinvolti nella manutenzione e gestione delle aree pubbliche, altrimenti, se ciò non avviene, i cittadini si lamentano e basta, invece i cittadini devono essere resi responsabili”. Fondamentale è anche la collaborazione con le amministrazioni, che possono fornire un sostegno notevole ad iniziative di questo genere.
L’organizzatrice, pur sottolineando il fatto che “il lavoro che facciamo riceve il plauso delle istituzioni”, si scaglia soprattutto contro l’affissione diretta da parte dei partiti: “Questo è il punto! un tempo i partiti dovevano avere l’approvazione dell’Ufficio affissioni, che dava loro un limite di affissioni in base agli spazi previsti per le affissioni gestiti appunto dall’ufficio. Ora c’è una deroga a tutto ciò e i partiti, gli attacchini e i tipografi sono tutti solidali nel produrre migliaia di poster da attaccare in serie e dovunque”. Inoltre, secondo Paola Carra, “un’altra grande piaga è quella degli impianti pubblicitari, a volte abominevoli ed obsoleti che stanno devastando le strade della nostra città”.

Iniziativa autonoma ed istituzioni

Secondo il senatore Athos De Luca, “il significato di questa iniziativa è sicuramente positivo perché i cittadini con queste iniziative cercano di sensibilizzare l’amministrazione su una realtà che sta sotto gli occhi di tutti e cioè la mancanza assoluta di decoro nella nostra città. Tra l’altro la Cassia è una strada storica di Roma ed è ridotta una porcheria. Uno dei fenomeni più vistosi è anche questa indiscriminata e selvaggia cartellonistica […] E’ evidente che il problema del decoro esige la collaborazione di vari assessorati […]. Ad oggi abbiamo visto molte buone intenzioni però alla fine prevalgono spesso interessi particolari. Ci vorrebbe inoltre una maggiore severità nella repressione”. Inoltre il Senatore aggiunge, “abbiamo aderito con entusiasmo a questa iniziativa perché se si formassero in tutta la città queste spinte di cittadini, io credo che l’ amministrazione sarebbe costretta a fare molto di più di quello che sta facendo”.

Il contributo di Labsus

Secondo Gregorio Arena, presidente di Labsus, presente alla manifestazione, Retake Cassia “è stata una iniziativa simbolica, serve a far capire che i cittadini sono costituzionalmente legittimati a prendersi cura dei beni comuni. Tutto qui, però è l’inizio di un percorso che potrà essere molto lungo e molto proficuo, in cui Labsus è impegnato in prima fila con un contributo non tanto di manodopera quanto di riflessione e di inquadramento dal punto di vista giuridico di queste iniziative”.


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