There are the things you do because it's your duty, but there are things you do because it's your passion (D. Cameron)
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The Big University

Cittadinanza attiva a La Sapienza di Roma

The big university è un progetto che vuole coinvolgere studenti, docenti e personale amministraivo nella tutela dell'università come bene comune, realizzando iniziative culturali e di sensibilizzazione su vari temi per tornare a vivere l'ambiente accademico con rispetto e interesse.

"La Big university è un progetto che intende valorizzare le risorse, le competenze e le capacità delle persone che vivono e lavorano all’interno dell’università e che si riconoscono in un elemento comune: la passione per quello che fanno. Fin dalla sua nascita, l’università ha rappresentato infatti una comunità autonoma che si organizza in vista di un fine comune: la trasmissione del sapere e il suo avanzamento attraverso la ricerca, la capacità di proporre idee e di sperimentare processi innovativi.

Per questa ragione l’università gode di un’autonomia speciale all’interno del nostro ordinamento: ha uno statuto, disciplina la propria offerta formativa e la propria organizzazione con il contributo di tutte le componenti. Essa stessa costituisce un bene comune di tutti. In una fase di smarrimento della missione universitaria nella società e di generale pessimismo, la Big university è un tentativo di riprendere in mano il destino di questa istituzione fondamentale con il contributo di tutti quelli che la vivono e che sono direttamente collegati a quel destino.

La Big university intende recuperare il ruolo attivo delle persone, il senso di appartenenza a una comunità alimentando la responsabilità e la cura per i beni comuni."

Il progetto

Così si presenta The big university nel suo documento costitutivo sul sito de La Sapienza di Roma. Il nome del progetto richiama la big society di David Cameron, primo ministro britannico (vedi anche qui).

Il principio ispiratore è infatti molto simile: permettere che le persone si riapproprino dei luoghi nei quali vivono, lavorano e abitano, attraverso strumenti di gestione e controllo, progettazione e tutela. Il tentativo di calare nell’ambiente universitario questo modello è certamente impegnativo.

Il documento non a caso parla di diffuso pessimismo. È contro di esso e una generale indifferenza che questo progetto intende confrontarsi e scontrarsi: deve passare il messaggio che le persone possono essere protagoniste del cambiamento, non solo proponendo ma contribuendo a realizzare proprie idee e mettendo in pratica soluzioni personali ai mali che affliggono l’università.

Accade spesso che siano i cittadini ad avere i rimedi adeguati a problemi che le amministrazioni addirittura ignorano, in applicazione di quel principio di sussidiarietà che si sta rivelando la chiave interpretativa per “costruire un nuovo modello di società caratterizzato dalla presenza diffusa di cittadini attivi, cioè autonomi, solidali e responsabili, alleati dell’amministrazione nel prendersi cura dei beni comuni” (vedi qui).

E quello dei beni comuni è un altro tema caldo che si propone di affrontare la BigUni; se gli studenti, i docenti, il personale amministrativo riscopriranno l’università come spazio comune e condiviso, come un bene a disposizione di tutti da tutelare e per il quale spendere le proprie energie creative e fisiche, allora il progetto sarà vincente.

Le iniziative

Sarà decisivo introdurre dunque anche il concetto di sussidiarietà orizzontale, quell’insieme di pratiche, comportamenti e atteggiamenti che vedono protagonista quotidianamente il cittadino, rendendolo un agente del cambiamento, del miglioramento della qualità di vita e dell’ambiente nel quale si muove: la prima azione dello staff BigUni è stata quella di promuovere la raccolta differenziata nell’edificio della facoltà di scienze politiche.

Il 5 maggio scorso poi, la stessa facoltà ha partecipato alla Festa di primavera, un’iniziativa di BigUni che ha coinvolto decine di persone tra ragazzi, docenti e personale universitario nella cura e l’abbellimento del cortile della facoltà.

Con l’aiuto dei giardinieri e con l’ausilio della propria personale esperienza sono stati piantati gardenie, lavanda, ibiscus, garofani, ortensie, gelsomini, azalee e piante odorose. I ragazzi hanno realizzato un video che è stato caricato in rete su youtube e sul sito della facoltà, la quale ha riconosciuto i meriti dell’iniziativa e ha apprezzato il lavoro dei volontari.

Lo staff ha poi coinvolto alcuni studenti nell’organizzazione di dibattiti e conferenze che si terranno nel mese di giugno nel cortile di scienze politiche, ed è aperta al contributo di tutti coloro che volessero partecipare a questo progetto di cittadinanza attiva con proprie proposte.

The Big University avrà infatti bisogno del supporto di tutti gli abitanti dell’università che intendessero prendersi cura del luogo dove vivono e renderlo teatro delle proprie idee, in uno spirito di civismo e cosciente responsabilità.

Contatti

The big university è sul sito de La sapienza, su facebook, su Youtube. Per partecipare e proporre le tue idee, invia una mail a biguniversity@uniroma1.it



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