I modelli corporativi possono funzionare virtuosamente solo in presenza di un ' amministrazione autorevole e indipendente, non preda dunque degli interessi più forti
Cultura

Governare al chiaro di luna

Government by moonlight. The hybrid parts of the state

Con questo titolo romantico, assai insolito per un lavoro giuridico, viene pubblicato nel 1990 un libro dedicato a rivelare i meccanismi reali di governo del Regno Unito. Il lavoro punta a svelare le relazioni tra autorità pubbliche e soggetti privati al di là di quelle che sono normalmente le apparenti ricostruzioni teoriche.

Sebbene il libro fu pubblicato proprio alla fine dell’era Thatcher, gli autori mettono in rilievo come le politiche pubbliche spesso necessitano di un apporto collaborativo con i soggetti privati molto più di quanto non si sia indotti a credere anche alla luce delle politiche di privatizzazione e liberalizzazione che in quegli anni furono adottate.

Ciò è sostanzialmente dovuto a due ragioni. La prima, secondo gli autori, è la distribuzione impari delle informazioni che rende verosimile la circostanza per la quale quantità e qualità delle stesse sono spesso nella disponibilità dei soggetti governati, sicché la loro estromissione dai processi decisionali comporta un indebolimento delle politiche pubbliche.

L’altra ragione risiede nella capacità di legittimazione che i processi decisionali comportano a beneficio anche dei governanti. In altre parole l’allargamento del consenso delle politiche pubbliche crea le condizioni ideali per il loro accoglimento e la loro buona riuscita.

A questo esito non è indifferente anche il sistema elettorale britannico fondato sulle constituencies che pone in stretta relazione i rappresentanti del parlamento con il territorio.

Gli autori descrivono tale processo di cooperazione come modello ‘corporativo’ con il privilegio di poter utilizzare tale parola senza l’accezione negativa che essa ha per la storia italiana. Al di là, tuttavia, della questione lessicale, a tale modello gli autori iscrivono tutti quei processi decisionali condivisi che le autorità di governo ingaggiano con i soggetti privati interessati.

Questo modello si rintraccia a tutti i livelli di governo e, in particolare, gli autori ne individuano tre: quello di macro-corporatism diretto a programmare l’economia nel suo complesso e che vede protagonisti il governo nazionale, i sindacati e le rappresentanze industriali, quello di meso-corporatism diretto a regolare specifici settori dell’economia con protagonisti pubblici e privati con interessi di settore e, infine, quello di micro-corporatism concernente il livello locale con l’azione delle autorità locali e delle forze sociali e civili locali.

 
Gli autori passano in rassegna questi modelli nelle politiche economiche industriali, nei sistemi di welfare, ponendo in conclusione particolare attenzione ai temi dell’efficienza e della responsabilità dei modelli corporativi.

Ne viene fuori in conclusione una sintesi sorprendente. Sorprende, infatti, da un lato, che il governo del Regno Unito, anche in epoche in cui ha marcato decisamente le politiche di governo nella direzione di regolazione economica a favore della concorrenza, non abbia per la verità abbandonato un metodo di governo consensuale e fondato sul confronto degli interessi; dall’altro, però, sorprende anche che questa sintesi di ‘governo al chiaro di luna’ contiene molti dei profili che nel dibattito italiano vengono ricondotti oggi alla sussidiarietà con venti anni di ritardo.

‘Governare al chiaro di luna’ però è un’espressione che si presta a una duplice lettura: una romantica, come si è detto, e allude alla capacità di amministrare interessi complessi in armonia e in complicità; l’altra negativa perché potrebbe alludere a forme di relazioni che si svolgono nella penombra, nell’oscurità e quindi in assenza di trasparenza.

La differenza tra le due accezioni passa per un aspetto che gli autori sottolineano con decisione: i modelli corporativi possono funzionare virtuosamente solo in presenza di un’amministrazione autorevole e indipendente non preda dunque degli interessi più forti, siano questi quelli politici o quelli di origine privata.

Ancora una volta dalla lettura di questo saggio, traslando l’interpretazione sul piano interno e sul principio di sussidiarietà, emerge che la sussidiarietà orizzontale è un’occasione volta non solamente a esaltare il ruolo della società civile, ma deve essere soprattutto un’occasione per riformare la pubblica amministrazione.

BIRKINSHAW P., HARDEN I., LEWIS N., Government by moonlight. The hybrid parts of the state, London, Unwin Hyman, 199



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