Dall ' Europa nuovi vincoli sull ' efficienza energetica per non mancare l ' appuntamento con il 2020
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Strategia europea per aumentare l ‘ efficienza energetica

L ' obiettivo è rispettare i parametri dell ' " accordo 20-20-20 "

Nel 2008 i paesi dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo per affrontare i cambiamenti climatici, il cosiddetto “accordo 20-20-20”. La proposta di legge presentata a Bruxelles nei giorni scorsi dal commissario europeo per l’Energia Günther Oettinger si inquadra in questa prospettiva, stabilendo l’obbligo per tutti i paesi di elaborare piani di risparmio energetico, sia nel settore pubblico che in quello privato.

La strategia in materia di ambiente ed energia prevede il raggiungimento di tre obiettivi entro il 22:
– riduzione del 2 percento delle emissioni di gas serra
– aumento dell’efficienza energetica del 2 percento
– raggiungimento della quota del 2 percento di fonti di energia alternative.

Le previsioni riguardo il taglio dei consumi energetici impongono un’accelerazione sull’efficienza energetica, ai ritmi attuali si otterrebbe solo il 1 percento entro il 22.
Il piano di Bruxelles stabilisce per le aziende fornitrici o distributrici di energia un taglio delle vendite dell’1,5 percento l’anno tramite interventi sull’efficienza dei consumatori (miglioramento sistemi di riscaldamento, installazione doppi vetri, isolamento del tetto delle abitazioni) e l’obbligo legale per il settore pubblico di ridurre gli sprechi in almeno il 3 percento degli edifici (adozione di materiali isolanti e lampade a risparmio) e di acquistare immobili, prodotti e servizi a risparmio energetico.

“Vogliamo aiutare i cittadini, le autorità pubbliche e l’industria a gestire meglio i consumi, favorendo così anche un taglio della bolletta energetica e un importante potenziale di nuovi posti di lavoro”, ha commentato Oettinger illustrando la proposta dell’esecutivo europeo.
La commissione per l’Energia valuterà i risultati nazionali ottenuti entro il 214 e se gli obiettivi dell’ “accordo 2-2-2” fossero ancora lontani introdurrà misure vincolanti per ogni paese.

Fondo europeo per l’efficienza energetica

Promosso da Commissione europea, Banca europea per gli investimenti, Deutsche Bank e Cassa depositi e prestiti, è stato istituito il Fondo di investimento per l’efficienza energetica (Eeef – European Energy efficiency fund), presentato a Bruxelles il 1 luglio. Il capitale iniziale è di 265 milioni di euro (elargiti secondo questa suddivisione: 125 milioni di euro dalla Commissione, 75 milioni dalla Bei, 6 milioni dalla Cassa depositi e prestiti e 5 milioni da Deutsche Bank) e il fondo è esteso a livello geografico ai 27 Paesi membri dell’Ue, con l’obiettivo di raggiungere investimenti fino a 8 milioni di euro.

Il fondo dovrà rappresentare uno strumento per potenziare l’efficienza energetica sul territorio dell’Unione europea attraverso progetti di promozione delle energie rinnovabili per strutture pubbliche e private, cogenerazione, mobilità urbana, progetti locali di risparmio e di energie rinnovabili (illuminazione pubblica, contatori intelligenti).
L’Eeef avrà come principali destinatari le utility, le “energy saving company”, le aziende di trasporti pubblici, le associazioni di edilizia sociale e soprattutto i comuni e gli altri enti locali, concentrando gli investimenti sui progetti a scala ridotta; Giovanni Gorno Tempini, amministratore delegato della Cassa depositi e prestiti sottolinea che il fondo investirà il 51 percento del contributo della Cassa stessa (circa 3 milioni di euro) in progetti in Italia.

Recenti sviluppi sul fronte italiano

Nel dettaglio il fabbisogno italiano per l’illuminazione pubblica è stimato sul miliardo di euro, 8 invece sono i miliardi spesi per gli edifici pubblici; la quantità di energia sprecata per illuminare, riscaldare o raffreddare gli ambienti è enorme, il primo passo per realizzare strutture sempre più vicine all’autosufficienza è proprio intervenire dove avvengono gli sprechi.
Alla luce del risultato del recente referendum, il tema delle fonti energetiche alternative e della sostenibilità ambientale dovrebbe finalmente costituire una priorità dell’agenda politica, nonostante le opposizioni del sistema industriale che ritiene troppo oneroso rispettare gli obiettivi previsti per il 22.

In conclusione segnaliamo il recente accordo tra Confindustria ed Enea per sostenere le imprese nella ricerca tecnologica, affinché vengano ridotte le emissioni dei processi produttivi e aumentata l’efficienza energetica; l’ing. Giovanni Lelli, commissario dell’Enea, ha evidenziato: “L’Agenzia nazionale per l’efficienza energetica mette così a disposizione delle associate di Confindustria servizi avanzati di consulenza e supporto tecnico nel settore dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e dell’innovazione tecnologica, proponendo anche accordi per l’utilizzo dei suoi brevetti e di laboratori congiunti per la realizzazione di progetti innovativi.”



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