Gli enti locali hanno un ruolo unico per coinvolgere i giovani alle istituzioni e alla vita attiva
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Intervista a Giacomo D’Arrigo, Anci Giovane

I giovani e la partecipazione politica

giacomo_arrigo2583_imgGiovani, partecipazione politica e sociale, impegno civico e beni comuni, parla Giacomo D'Arrigo, coordinatore nazionale Anci Giovane e consigliere del Comune di Nizza nonché componente dell'Ufficio di Presidenza nazionale dell'Anci.

Dai recenti dati emersi dallo studio Cittalia – Fondazione ANCI ricerche, sui giovani amministratori italiani under 35, i Comuni rappresentano ancora il vero motore del cambiamento, alimentato dalle energie e dalla voglia di fare dei giovani eletti. Più sensibili ai temi della tutela dei beni comuni e maggiormente attivi, i giovani politici locali, stanno portando avanti una serie di iniziative volte al rinnovamento e al coinvolgimento dei giovani alla vita politica e sociale del proprio territorio, come ci racconta il coordinatore nazionale di Anci Giovane, Giacomo D’Arrigo.

1. I giovani amministratori italiani sono oltre 26mila, un dato in crescita rispetto al 2010, secondo il recente rapporto Cittalia: “I Giovani amministratori italiani – Febbraio 2011”. Questo dato che significato riveste per la politica italiana e lo sviluppo della comunità locale?

Il dato evidenziato dal rapporto Cittalia ha un duplice valore. Innanzitutto verso la politica italiana segna una presenza, attivismo e protagonismo generazionale che spesso la politica stessa, i partiti e le istituzioni non percepiscono; è il segnale che migliaia di under 35 sono presenti in maniera attiva nelle istituzioni territoriali ed è il segnale che i comuni sono di fatto l’unico livello dove la partecipazione dei giovani non è un semplice pour parler ma una realtà concreta, fatto questo che è un beneficio per tutta la politica italiana considerando che è nei comuni che misurandosi con problematiche, aspettative, richieste e norme, si forma una classe dirigente pronta e preparata.

Il secondo dato significativo di questa presenza di giovani è invece di rilievo per le comunità locali: una carica di innovazione, energia, cambiamento, idee e proposte nuove che arrivano nelle istituzioni locali portando una ventata di freschezza e novità e svolgendo, in grandi città e piccoli comuni, la funzione di “interlocutori generazionali” dei loro coetanei. Una generazione rischia di non avere più nessun rapporto con politica e partiti e che trova in queste presenze un canale di rapporto importante.

2. Gli enti locali, soprattutto i comuni di piccole dimensioni, che ruolo giocano nell’incentivare i giovani alla partecipazione politica e sociale?

Gli enti locali hanno un ruolo unico per coinvolgere i giovani alle istituzioni e più in generale alla vita attiva. Non è un caso se, con circa il 2% di giovani eletti, il livello comunale è quello dove maggiore è la loro presenza nelle istituzioni; e non è un caso se questi sono in gran parte presenti nei piccoli comuni. Il sistema elettorale dei comuni è quello che più di tutti favorisce e incentiva i giovani che hanno voglia di fare e che vogliono essere utili alla loro comunità , di impegnarsi direttamente con benefici di rinnovamento e ri-generazione degli organismi locali. Inoltre, l’impegno nelle piccole comunità è quello più “cercato” dai giovani che vogliono misurarsi e impegnarsi con la vita quotidiana dei propri territori.

3. I giovani hanno maggiori opportunità di far sentire la propria voce a livello locale? E qual è il ruolo di Anci Giovane in questo senso?

Sicuramente i giovani hanno maggiori opportunità di far sentire la loro voce a livello locale piuttosto che ad altri livelli. Come accennavo prima, sono favoriti da un sistema elettorale che non decide dall’alto chi sono gli eletti e incentiva invece la partecipazione dando a ciascuno appunto, maggiori possibilità . Anci giovane è la consulta dell’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) che riunisce gli amministratori under 35 presenti in tutti i comuni d’Italia. Tra i nostri compiti c’è anche quello di mettere in rete i giovani amministratori anche con l’obiettivo di far sentire la loro voce, le istanze, le esperienze e le proposte che vengono elaborate dal basso. Inoltre Anci Giovane è particolarmente impegnata sui fronti della formazione e dell’innovazione dei territori.

4. I giovani amministratori si mostrano più sensibili ai temi della tutela dei beni comuni e della sussidiarietà orizzontale rispetto ai colleghi over 35? In questa direzione che iniziative o progetti stanno portando avanti?

Proprio perche più attenti a tematiche nuove e a nuovi modelli di governance verso i temi della tutela dei beni comuni e della sussidiarietà orizzontale, da parte degli amministratori under 35 c’è una sensibilità nuova, più attenta a recepire input e proposte che vanno in questa direzione. Diversi e diverse dimensioni sono i progetti e le attività che si stanno realizzando nei comuni italiani proprio su questi fronti: ad esempio nel 21 a Carnago, in provincia di Varese, è nata una consulta di giovani. Il gruppo si occupa sia di organizzare attività che di esprimere la propria opinione sulle scelte amministrative che riguardano i giovani. Mentre a Campofelice di Roccella (Palermo) si sta organizzando il “Pgl” presidio giovanile per la legalità , un sorta di consulta composta da 5 giovani che avranno accesso a tutti gli atti non secretati per porre in essere quel controllo sociale sull’attività amministrativa che può rendere tutto più trasparente. Inoltre si sta studiando, sempre nel comune palermitano, una consulta giovanile che si riunisca ogni anno per sviluppare ed avanzare proposte riguardanti le politiche giovanili da accogliere nel bilancio.



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