Creare una forte adesione al contesto di appartenenza per combattere le mafie
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La scuola per il bene comune

Libera presenta "Regoliamoci! 2011-2012".

Per combattere le mafie occorre ripartire dal tema della cittadinanza e dalla cura del bene comune. Ne è convinta l ' associazione " Libera " , che per il sesto anno consecutivo torna nelle scuole con il concorso " Regoliamoci! " , realizzato in collaborazione con il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando, a carattere nazionale, è rivolto agli studenti delle scuole primarie, delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Dopo aver visto la partecipazione di più di 6mila studenti in rappresentanza di oltre 2 scuole nella scorsa edizione, quest’anno il concorso (qui il bando) vuole far riflettere e lavorare gli studenti di diverse età sul tema generale del bene comune. Per Libera infatti ” costruire comunità alternative alle mafie significa partire necessariamente dal tema della cittadinanza e del prendersi cura dei luoghi nei quali si abita ” . ” Se la cittadinanza è attiva e sente una forte adesione al proprio contesto di appartenenza – spiegano a Libera – si creano gli anticorpi alla cultura del privilegio, presupposto al dilagare delle mafie ” . Si tratta di un impegno volto creare i presupposti per una società migliore. Una connessione fra scuola e tutela del bene comune che anche Labsus ha ben compreso e favorito nel suo progetto ” Rock your school ” , la prima scuola romana di manutenzione civica dei beni comuni.

All’interno del concorso ” Regoliamoci! ” ecco allora tre percorsi differenziati rivolti agli studenti di varie età . L’oggetto di studio per le scuole primarie sarà ” L’etica Libera la bellezza ” . Ai più piccoli si chiede di portare la ” bellezza ” ed il decoro all’interno delle scuole, decidendone di migliorare un aspetto particolare dell’arredo, interno o esterno, e dunque realizzando un progetto di miglioramento degli ambienti scolastici. Questo perché dalla cura dei luoghi fin dalla tenera età ” si può far sviluppare il senso di corresponsabilità ” .

Agli studenti delle medie il compito di uscire dalla scuola per esplorare il quartiere in cui è inserita ed i luoghi pubblici a questa vicini. Il passo successivo consisterà nella creazione della ” Segnal-etica di cittadinanza ” , ossia di un percorso identificabile con una specifica cartellonistica. Obiettivo del lavoro è far si che il quartiere sia identificato dalla comunità locale come un bene comune, perché attraverso dei messaggi scritti a chiare lettere dai ragazzi si chiederà ai cittadini di interagire con il territorio nel modo più opportuno. Nella zona in cui si trovano gli istituti ad esempio potrebbero comparire cartelloni capaci di evidenziare la ricaduta collettiva dei comportamenti individuali.

Agli studenti delle superiori è richiesto un compito più impegnativo, quello di lavorare sul tema della corruzione. Se la sua presenza diffusa implica la negazione del bene comune, in termini di ingiustizia e diritti negati, allora il suo contrario sarà rappresentato dalla trasparenza, dalla partecipazione democratica e dall’onestà nella gestione della cosa pubblica. Con il percorso “Corretti e non corrotti” agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado è chiesto di realizzare un gioco su questo tema, per portare i coetanei a riflettere sui dati allarmanti che riguardano l’Italia, creando attenzione e massa critica sul fenomeno. Per aderire al concorso le scuole italiane hanno tempo fino al 19 dicembre 211.



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