"Il nostro Paese produce oggi stranieri, senza che debbano immigrare. La campagna che presentiamo riguarda italiani di fatto, ma non di diritto "
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L’Italia sono anch’io, seconde generazioni e cittadinanza

L'Italia sono anch'io: campagna per i diritti di cittadinanza

LItalia_sono_anchioDopo le parole del presidente Giorgio Napolitano sull'importanza e il valore delle seconde generazioni, riprende forza la proposta di modificare le attuali norme sulla cittadinanza. Ci si chiede se non sia sufficiente, per un cittadino straniero, nascere, crescere, studiare o lavorare per anni nel nostro Paese per considerarsi destinatario non solo di doveri, ma anche di diritti. In primis il diritto di cittadinanza per mezzo del quale si diviene soggetti di tutti i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. E cosa, meglio dell'esercizio dei propri diritti, rende un cittadino sano e, di conseguenza, un Paese sano?

L’appello lanciato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo scorso 15 novembre ci permette di ricordare l’iniziativa L’Italia sono anch’io, comitato promotore per la raccolta di 5 mila firme, necessarie per la presentazioe di due proposte di legge d’iniziativa popolare (leggi il manifesto). La prima è volta alla modifica della legge 91 del 5 febbraio 1992 “Nuove Norme Sulla Cittadinanza” al fine di ottenere la cittadinanza per i bambini nati da genitori stranieri o comunque giunti in Italia entro il decimo anno di vita. La seconda, invece, “Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalità “, promuove l’acquisizione del diritto elettorale da parte dei lavoratori stranieri regolarmente presenti in Italia da almeno 5 anni. Per entrambe un tentativo di de-burocratizzare le pratiche necessarie per l’ottenimento della cittadinanza.

L’iniziativa parte dal basso

Il comitato nasce per iniziativa di 19 organizzazioni:Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1 ° Marzo, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il razzismo brutta storia, Rete G2 – Seconde generazioni, Tavola della pace e coordinamento nazionale degli enti per la pace e i diritti umani, Terra del fuoco, Sei ugl e dall’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del comitato promotore è, invece, il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci Graziano Delrio.

Oltre alla città di Reggio Emilia, già presente nel Network europeo delle città interculturali e capofila di quello nazionale, si registra l’adesione delle Regioni Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Puglia.

Al via dal 19 novembre la raccolta delle firme con la modalità dei banchetti. Oltre 1 le città coinvolte e numerosissimi appuntamenti che si protrarranno fino a febbraio 212, quando scadranno i termini per la presentazione delle firme.

Una campagna culturale

“Oggi chi nasce in Italia da genitori stranieri che non hanno completato la cittadinanza – ha detto il sindaco e presidente Anci Delrio – nasce anagraficamente come straniero. Nel 15 ° dell’Unità d’Italia, occorre riflettere su questa condizione: il nostro Paese produce oggi stranieri, senza che debbano immigrare. La campagna che presentiamo riguarda italiani di fatto, ma non di diritto”. Si tratta, quindi, non solo di una raccolta di firme, ma di una vera e propria “campagna culturale per far conoscere questa anomalia tutta italiana”.

Non sembra più rimandabile l’adeguamento della nostra normativa alle Convenzioni di Strasburgo e al dettato costituzionale.

L’incontro inaugurale del progetto si è aperto con un video-messaggio dello scrittore Andrea Camilleri, il quale ricorda come la storia risorgimentale italiana, probabilmente, sarebbe stata diversa se, al fianco dei Mille, non ci fossero stati numerosi giovani stranieri che nell’Italia credevano.



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