Riscoprire il buon vivere attraverso le buone maniere e l ' educazione
Interventi

Bologna verso un piano comunale per ” La città gentile e cortese ”

Cittadini come "giardinieri civici"

Mille sono le occasioni di incontro che ogni giorno rendono più leggera o pesante la vita quotidiana di ogni cittadino. Partendo dalla convinzione che l ' incontro quotidiano con gli altri non lascino indifferenti e che a fare la differenza nella vita di ogni cittadino siano la cortesia o la maleducazione, l ' armonia o il disordine in città , il 6 dicembre scorso si è svolto nella città di Bologna il progetto " La città civile " .

La ricchezza di Bologna è sempre stata anche nel suo capitale sociale: la capacità dei cittadini di cooperare per il bene comune, la fiducia negli altri e nelle istituzioni, il rispetto della legalità , la coscienza dei diritti e dei doveri.

Riscoprire il buon vivere attraverso le buone maniere e l’educazione partendo dalla città felsinea, un tempo considerata esempio del senso civico, risulta oggi obiettivo prioritario da parte delle amministrazioni del territorio.

A fronte dei problemi quotidiani che si aggravano, il rischio oggi è che venga meno la reattività sociale traducendosi in un costo economico oltre che sociale: le conseguenze in termini di insicurezza, la poca cura degli spazi e dei luoghi pubblici e il diradarsi delle reti di solidarietà , provocano alti costi di manutenzione. Di contro, un clima di fiducia condiziona anche in positivo lo sviluppo economico: un investimento di questo tipo porterebbe benefici e risparmi futuri.

Volendo incoraggiare quanti si impegnano a favore della comunità , il Centro Antartide con il supporto della regione Emilia Romagna, ha invitato a prendere parte all’evento ” La città civile e cortese ” di numerosi studiosi e attori della società civile.

Gli interventi del convegno

Durante la mattinata, coordinata dalla prof.ssa Fanny Cappello, seguitissimi gli interventi di Stefano Zamagni, Gregorio Arena, Gabriella Turnaturi e Piero Ferrucci che hanno dipinto un preciso scenario sociologico e giuridico della necessità della cittadinanza attiva per la gestione dei beni comuni. I racconti di Paolo Tamburini, Filomena Massaro e Giampiero Mucciaccio hanno completato il quadro illustrando l’esperienza bolognese e regionale sui temi del senso civico sviluppata con le scuole del territorio.

Nel pomeriggio il prof. Donati, presidente del comitato scientifico per il Piano Strategico di Bologna Città Metropolitana, ha raccolto le disponibilità e le posizioni di cittadini e associazioni per costruire un vero e proprio Piano comunale del senso civico, che possa in tempi brevi inserirsi nel Piano Strategico stesso: sono intervenuti CNA, Legacoop, Università di Bologna, Associazione Orlando, Arci, Wwf Bologna e tanti altri per mettere insieme idee e necessità sui temi del senso civico e della gestione partecipata.

Numerose le proposte emerse dalla tavola rotonda del pomeriggio, di centrale interesse la proposta del professor Gregorio Arena, di istituire in Comune un’entità analoga all’Ufficio di Relazioni con il Pubblico che sia però interamente dedicata alla cittadinanza attiva: un riferimento per i cittadini che voglio rendersi protagonisti di azioni sui beni comuni al quale si possano rivolgere per ricevere assistenza, coordinamento e anche risorse, non per forza economiche, ma anche organizzative, di competenze e strumenti. Sarebbe importante, secondo il prof. Arena, che questa figura di riferimento fosse alle dirette dipendenze del sindaco, una struttura dipendente dal suo ufficio, in modo che le azioni proposte ricevano la giusta gratificazione la giusta attenzione, dato il loro valore, che sarà sempre più strategico in futuro, per la città .

Bologna, direbbe oggi Robert Putnam, è ancora abitata da tanti ” giardinieri civici ” .

In allegato il file pdf con la diretta Twitter della giornata.

Guarda il video della giornata.



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