Anche il prestito si fa virtuale, ma la fiducia resta reale
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Send Money, condividi il prestito

Nuova applicazione Facebook

Facebook-Credit-LogoClient per la condivisione di musica e dati, social network e blog per condividere foto, pensieri o eventi, ma anche documenti richiedibili o stampabili on line direttamente dai siti istituzionali. Le nuove frontiere del web 2.0 travolgono anche il mondo degli intermediari finanziari e nasce Send Money, un'applicazione Facebook che permette il prestito di soldi fra amici. La rete si fa sempre più di salvataggio.

Come il caporedattore centrale di Labsus Christian Iaione scriveva solo pochi mesi fa nel suo editoriale, “tra sussidiarietà correttamente intesa e web 2. intercorrono numerosi punti di contatto. Entrambi presentano la stessa morfologia: vivono se esiste una rete di soggetti che non si limita a mettere in connessione nodi passivi, ma fornisce agli stessi gli strumenti per dare vita a una interazione costante, produttiva e attiva. Insomma deve trattarsi di nodi attivi e non passivi. Entrambi fanno leva sull’intelligenza collettiva, cioè su quel patrimonio di conoscenze, saperi, competenze, abilità che sono diffusi nella società come nel web e che sono disponibili ad aggregarsi senza un tornaconto strettamente individuale.”

Ed è proprio la rete, nella sua forma più attiva, a fornire una soluzione a chi non riesce a superare la crisi con le proprie forze o non riesce ad avere aiuto dagli investitori istituzionali o più semplicemente ha deciso di affrancarsi da questi. La crisi economica ha avuto sicuramente un ruolo importante nello sviluppo di nuovi modelli di vita più sostenibili e sembra che il mondo della finanzia non sia rimasto fuori da questo processo. Il credito 2. sbarca in Italia.

Peer to peer

Send Money è l’ultima frontiera del prestito virtuale. Il prestito peer to peer o social landing è diffuso già in 65 paesi ed è nato in Inghilterra nel 25 con Zopa.com. A questo si affiancarono, poi, due concorrenti americani Prosper Marketplace e Lending Club.

Il meccanismo per ottenere il prestito è semplice e uguale per tutte le piattaforme: l’utente viene sottoposto ad analisi da parte di un’ agenzia di credito che stabilisce il grado di rischio del potenziale richiedente. Stabilito il grado di rischio e la durata del prestito, il servizio di social lending associa la richiesta a un’offerta avanzata da un altro privato. Questa associazione, solitamente, viene eseguita da un algoritmo che tiene in considerazione l’ affidabilità del richiedente e i suoi precedenti di credito, valutando di conseguenza gli interessi da applicare e scegliere il creditore a cui associarlo. In Italia, dopo qualche resistenza da parte della banca d’Italia, Zopa Italia (oggi Smartika) si afferma come nuovo intermediario finanziario nostrano.

Send Money

logo-paypal-send-moneyL’applicazione si scarica e attraverso essa si può prestare o ricevere denaro usando una Paypal oppure una carta di credito. Le commissioni sono di 3 centesimi nel primo caso (grazie all’affidabilità del sistema Paypal) e del 2,9% dell’importo versato, nel secondo. Facebook, invece, non prende commissioni per il servizio, ma si limita a fornire la piattaforma per gli scambi. Non solo prestiti di denaro tra i propri amici e contatti, ma anche carte regalo, con relativa cartolina di auguri, sul modello già diffuso in tutte le più grandi catene commerciali. Un mercato che si prevede in rapida espansione, visto il bacino del network su cui poggia: circa 8 milioni di utenti. Si tagliano fuori intermediari ingombranti, come le banche e, sfruttando l’architettura di contatti della rete, si favoriscono prestiti tra privati con una quota di interessi più vantaggiosa. Per la restituzione si conta proprio sulla fiducia innescata dal legame di amicizia o conoscenza fra debitore e creditore, una vera e propria catena della fiducia che dovrebbe svilupparsi, e perchè no, uscire da quest’ambito specifico per diffondersi nelle azioni di tutti i giorni e favorire la cura dei beni comuni. Per citare Arena, potrebbe essere la dimostrazione che “si possono fare (meglio) i propri interessi facendo anche quelli degli altri”.



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