Un progetto per il benessere, equo e sostenibile deve necessariamente nutrirsi di partecipazione
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Per BES le Regioni scelgono le donne

Rappresentanza femminile e progetto BES

BESIl Pil mostra da tempo tutta la sua fragilità come indicatore del benessere di una popolazione. Dell'argomento si occupa da tempo Maria Cristina Marchetti, docente di Sociologia dei fenomeni politici e caporedattrice di Documenti, che segue per Labsus la transizione del prodotto interno lordo (Pil) al benessere interno lordo (Bil). Ora che la crisi economica, che alcuni credevano ormai alle spalle, mostra tutta la sua violenza, tale ricerca si fa impellente. Serve quel salto di qualità che ci si aspettava uscendo dal ventesimo secolo e che avrebbe ripagato di tutti gli sforzi fatti dalla precedente generazione per dare un futuro migliore ai propri figli, quel salto che per decenni è stato chiamato progresso.

Il progresso è stato fino ad oggi identificato soprattutto con il successo economico, che si trattasse di una nazione, di un’impresa o del singolo. Qualsiasi cosa era giustificabile in nome del progresso, ma oggi c’è una consapevolezza maggiore che nel passato rispetto alla sostenibilità del progresso. Il fine non giustifica più i mezzi: il progresso deve essere sostenibile perché diventi una ricca eredità per le generazioni future e non un pesante fardello, una sorta di peccato originale con cui fare i conti. Benessere, equità e sostenibilità devono diventare i nuovi termini di riferimento.

Questo lo scopo del progetto Bes, nato da un’iniziativa congiunta del Cnel e dell’Istat e che s’inquadra nel vivace dibattito internazionale sul superamento del Pil, stimolato dalla diffusa convinzione che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non debbano essere solo di carattere economico, ma anche sociale e ambientale e corredati da misure di diseguaglianza e sostenibilità .

Il comitato di indirizzo del progetto Bes è composto da rappresentanze delle parti sociali e della società civile e vede, anche, la partecipazione di tre regioni, Lazio, Puglia e Piemonte. Il dato interessante è che ognuna delle tre regioni ha scelto, come loro delegato al comitato d’indirizzo, tre rappresentanti delle consulte femminili regionali: Giovanna Loiudice Abrescia per la Puglia, Federica De Pasquale per il Lazio e Marilena Bauducco per il Piemonte.

Partecipazione femminile

Da parte di queste regioni c’è un chiaro invito alla popolazione femminile a partecipare a questo progetto, ad essere protagoniste nel presente del cambiamento futuro. Sicuramente è necessario dare conto di come sia cambiata la vita delle donne che devono misurarsi con vite precarie, con le difficoltà della conciliazione, con il persistere di stereotipi di genere e con un mondo lavorativo creato ad uso e consumo degli uomini. Non si tratta di retorica femminista, ma i dati sull’occupazione femminile nel terzo settore e nel servizio civile sono decisamente confortanti con i loro rispettivi 6 per cento e 67 per cento. Nel campo della partecipazione sociale sembra, quindi, che le donne siano cittadine attive, in grado di fungere da barometri sociali e percepire sensibilmente ogni sintomo del cambiamento sociale, economico e politico.

Un’opportunità per tutti

Bes offre un’opportunità , un’opportunità per tutti, non solo donne. Infatti un progetto per il benessere, equo e sostenibile deve necessariamente nutrirsi di partecipazione. Per questo, Bes, nel suo approccio condiviso, apre, ora, una fase di consultazione pubblica allargata ai cittadini, per raccogliere contributi soggettivi sulla percezione del grado di benessere sociale attraverso la definitiva delimitazione delle dodici dimensioni del benessere. Come sottolinea Marchetti “Se sul piano soggettivo la percezione del benessere è alquanto difficile da misurare, sembra invece che possano essere individuati alcuni parametri che concorrono in maniera oggettiva alla sua determinazione”. Si tratta di un gesto di sussidiarietà quotidiana che richiede pochi minuti e nessun sacrificio, ma da cui potrà trarre beneficio l’intera comunità .

E’ attivo il sito www.misuredelbenessere.it al quale tutti possono accedere e che consente di condividere commenti e, soprattutto, di intervenire attraverso proposte e approfondimenti. I risultati della consultazione consentiranno la scelta definitiva dei domini del Bes, per poi selezionare gli indicatori statistici più significativi della realtà italiana. Intanto un’indagine Istat, su un campione di 45mila italiani, ha sorpreso per l’omogeneità delle risposte sui domini del benessere. Vedono al primo posto la buona salute e al secondo il garantire un futuro sicuro ai figli e un lavoro dignitoso. Seguono: reddito adeguato, buone relazioni con amici e parenti, felicità in amore, sicurezza nei confronti della criminalità , presente e futuro dell’ambiente, un buon livello di istruzione, potersi fidare degli altri, istituzioni pubbliche efficienti, buoni servizi di pubblica utilità , tempo libero, poter influire sulle decisioni dei poteri locali e nazionali, partecipare alla vita della comunità locale attraverso strutture politiche e associazioni.



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