Il latte materno è un bene comune dal valore inestimabile che va difeso e salvaguardato
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Campagna per la difesa del latte materno

Un manifesto spiega i rischi per i piccoli e si rivolge direttamente alle istituzioni

Se gli effetti immediati delle pratiche inquinanti e antiecologiche dell'uomo sono visibili ed evidenti per tutti, quelli indiretti possono spesso sfuggire all'attenzione generale, non tanto perchè di minore importanza, quanto per carenza di informazioni a riguardo. Una campagna nata per proteggere il latte materno dalla contaminazione da sostanze nocive prodotte dall'inquinamento ambientale, riporta l'interesse su questo fondamentale bene comune.

Per la difesa del latte materno, infatti, è nata una Campagna Nazionale promossa da diverse associazioni, tra cui ISDE (Associazione medici per l’ambiente), IBFAN Italia, MAMI (Movimento allattamento materno italiano) e ACP (Associazione culturali pediatri). Lo scopo è quello di sensibilizzare mamme, personale sanitario, rappresentanti politici e movimenti per i diritti dell’uomo dell’importanza fondamentale dell’allattamento al seno per la crescita e la salute dei bambini, e quindi la necessità di proteggere il latte materno da sostanze inquinanti come la diossina e i policlorobifenili, il piombo, il mercurio ecc…

Tali sostanze vengono assunte per il 9 per cento per via alimentare, soprattutto attraverso pesce, latte, uova e formaggi ad alto contenuto di grassi; inoltre passano da un territorio all’altro con i venti e le acque, o tramite la commercializzazione di alimenti inquinati. La loro alta percentuale di presenza nell’ambiente è, ovviamente, provocata dall’uomo: al primo posto nella produzione vi sono le industrie, in particolare gli impianti di lavorazione dei metalli, seguite poi dai processi di combustione di rifuti urbani, ospedalieri e industriali.

Sostanze come la diossina e i policlorobifenili si trasferiscono dalla madre alla prole già durante la gestazione, ma in misura ancora maggiore durante l’allattamento; considerando che anche il latte artificiale può essere contaminato a causa degli scarsi controlli che si effettuano in Italia, e soprattutto che l’allattamento al seno è in ogni caso preferibile per i benefici che arreca ai piccoli, risulta chiaro come la campagna nata per la protezione di questo bene comune rifletta un’esigenza condivisa.

Le varie associazioni che hanno scritto il Manifesto in difesa del latte materno chiedono alle istituzioni competenti di prendere adeguati provvedimenti per migliorare la situazione attuale legata all’inquinamento ambientale; in particolare attraverso la ratifica della Convenzione di Stoccolma, che fissa limiti severi per l’emissione di inquinanti come la diossina, l’adozione di strumenti di controllo sugli impianti che li producono, e la sostituzione delle pratiche antiecologiche di smaltimento dei rifiuti con altre più virtuose come il riciclo, la riduzione, il recupero.

Il latte, come gli altri beni comuni, è una fonte di benessere per tutta la società ; impedire di renderlo vittima dell’inquinamento e del profitto è un compito che spetta alle istituzioni come ai cittadini, soprattutto qualora queste ultime non se ne occupino abbastanza. Dal 28 gennaio 212, 37 associazioni e 49 persone hanno aderito alla campagna. Per dare il proprio contributo a questa lotta con una semplice firma basta cliccare qui.



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