Una community virtuale composta da più di 5000 persone tra neofiti e professionisti
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Growtheplanet: il nuovo social network degli orti urbani

La " rivoluzione verde " attraversa la Rete

aorti-urbani-growtheplanet7Dieci milioni di orti, 18 milioni di praticanti: anche in Italia il fenomeno degli orti urbani è in forte crescita e, da ora, è supportato da un social network che permette ai coltivatori di condividere le proprie esperienze: Growtheplanet, un progetto nato dalla coraggiosa iniziativa di tre giovani toscani.

Il fenomeno degli orti urbani si sta allargando a dismisura in Italia come nel mondo: secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite, più di 8 milioni di persone nel globo praticano l’agricoltura urbana, contribuendo dal 15 al 2 per cento della produzione mondiale di cibo.

Si tratta indubbiamente di una buona notizia se consideriamo che, stando alle previsioni degli esperti, il cambiamento climatico ridurrà drasticamente la superficie dei terreni coltivabili mentre, dal lato opposto, la popolazione mondiale toccherà le vette dei 9 miliardi entro il 25.

Nel frattempo si stanno moltiplicando le associazioni che organizzano corsi ed eventi per apprendere l’arte della coltivazione e della cura degli orti urbani. In questo contesto, Growtheplanet – progetto ideato da tre giovani toscani con il supporto della H. Farm – si rivela un ottimo strumento per mettere in connessione tutti coloro che vogliono intraprendere questo percorso: il social network permette di coltivare il proprio orto assieme ad una community virtuale composta da più di 5 persone tra neofiti e professionisti. Grazie al servizio di georeferenziazione, molti utenti, conosciutisi online, si sono già incontrati personalmente per scambiare prodotti e condividere la propria esperienza con il proprio vicino d’orto virtuale.

Nella sezione “Coltiva” un tutor fa e-learning mentre nella sezione “Impara” si può trovare una rapida ed efficace guida pratica al mestiere. Attraverso il sistema di geolocalizzazione, Growtheplant è in grado inoltre di fornire i tempi della semina e della raccolta a seconda del luogo dal quale digita l’internauta. C’è addirittura un sistema di baratto: chi ha eccedenze di semi e piante può scambiarle con gli altri iscritti al social network.

La “rivoluzione verde” insomma non si arresta e percorre la via della sussidiarietà .



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