Il co-housing unisce sostenibilità economica e ambientale al valore della democrazia
Rapporti sociali

Vicini di casa uniti nell’alternativa

A Ferrara si progetta il co-housing

Una vecchia casa colonica risalente al Settecento, nel paesino di Malborghetto vicino Ferrara, sta per essere recuperata da famiglie alla ricerca di un modello nuovo di coabitazione, che unisca la sostenibilità economica e ambientale al valore della democrazia e della gestione partecipata.

Basta con il vecchio motto “l’erba del vicino è sempre più verde”, prototipo di un pensiero individualista e personalistico molto diffuso: se i beni di cui ogni famiglia gode sono frutto di un lavoro comune e solidale, ma anche funzionale ed efficiente, la tradizionale invidia nei confronti dell’altro si trasforma in positiva condivisione, con l’aumento del benessere delle singole persone e l’arricchimento del valore del vicinato.

Già da diversi anni il modello del co-housing si sta diffondendo dalla Danimarca ad altri Paesi, portando con sè la sua strategia di sostenibilità che si fonda sulla condivisione degli spazi abitativi e delle risorse e sull’utilizzo di servizi comuni, come il car-sharing o i gruppi d’acquisto solidali. Grazie ad esperienze già compiute, si è dimostrato che tutto ciò si realizza con un impatto ambientale minimo e con evidenti vantaggi economici per la comunità riunita.

Il “Duchino” di Ferrara

A 4,5 chilometri dal Castello Estense a Ferrara, l’antica corte colonica denominata “Il Duchino” è stata individuata da un gruppo di persone interessate al co-housing come luogo in cui dare vita al primo esperimento in Italia di “coabitazione sociale”, voluto e creato da cittadini, aperto al più alto numero di famiglie.

Nel 29 questo gruppo si è costituito in un’associazione, la Cohousing Solidaria che, con l’incoraggiamento della Provincia e del Comune di Ferrara, ha incominciato a progettare l’idea del co-housing nello spazio occupato dal vecchio Duchino. Oltre al fatto che questa scelta permette la ristrutturazione di un locale di valore abbandonato a sè stesso, l’ampiezza ne rappresenta un grande pregio: mentre 25 metri quadrati di spazi interni verrano adibiti per le attività comuni, altri 7 metri quadrati di verde saranno utilizzati per un orto comunitario e angoli gioco per i bambini; e, nello spazio restante, ben 18 appartamenti completi verrano progettati insieme.

Dotatasi di una Carta Costituzionale, l’associazione Solidaria ha poi ottenuto, attraverso un bando del servizio “Politiche della famiglia” del Comune di Ferrara, il finanziamento per un facilitatore, e cioè una persona che aiuta il gruppo a gestire l’organizzazione comune evitando i litigi e le incomprensioni tipici dei rapporti tra condomini.

Intanto già diversi progetti sono stati portati all’attenzione di tutti, pronti per essere sviluppati e resi realtà : dalla banca del tempo al car-sharing, dai micronidi alla biblioteca, dalla pista ciclabile a tutti i creativi modi per utilizzare gli spazi comuni.

Le regole da tenere in considerazione, però, ci sono eccome: oltre al rispetto, all’osservanza del dialogo e alla collaborazione, indispensabili in qualsiasi altro contensto di convivenza, ci sono “5 erre” elevate a principi della coabitazione sociale: ridurre, riciclare, riparare, rispettare, rallentare.

Certo, perchè oltre ad offrire vantaggi economici e spirito sincero di vicinato, il modello organizzativo del co-housing vuole rappresentare l’alternativa sostenibile di abitazione e di tutti i servizi connessi: la cura dell’ambiente e lo sviluppo di un’economia non aggressiva, bensìsolidale, sono l’obiettivo cui mira questo tipo di sfida.

L’entusiasmo e la volontà non mancano affatto alle famiglie e alle singole persone che hanno intrapreso il percorso del co-housing; perchè, come dicono loro stessi, non si tratta di un sogno, ma di una sfida. E la vittoria non sarà solo di aver avuto successo con l’esperimento, ma di aver dimostrato che un “modo diverso, migliore di vivere è possibile e realizzabile ovunque.”



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