Verso nuove forme di democrazia partecipativa a livello europeo: i cittadini europei si confrontano per la prima volta con il diritto d'iniziativa.
Società

Il diritto d’iniziativa dei cittadini europei

Un passo avanti verso la costruzione della democrazia europea

Ad aprile 2012 è entrato in vigore il regolamento sull'Iniziativa dei cittadini europei (Ice), che apre la strada ad un nuovo capitolo del cammino della democrazia europea. I cittadini europei potranno infatti inviare alla Commissione una proposta volta a modificare norme dell'Ue o ad introdurne di nuove. I cittadini potranno cosìporre una questione all'ordine del giorno dell'Unione europea, colmando al tempo stesso il deficit democratico che da sempre caratterizza le sue istituzioni. Le registrazioni delle prime iniziative europee dei cittadini europei si sono aperte presso la Commissione europea a partire dal primo aprile 2012, dopo il lancio ufficiale dell'iniziativa, avvenuto a Bruxelles il 30 marzo.

L’iniziativa dei cittadini europei

Spesso paragonata alla forma di democrazia diretta più diffusa al livello degli stati nazionali – la legge di iniziativa popolare – l’Ice, è stata introdotta dall’articolo 11, paragrafo 4, del Trattato di Lisbona, che recita “Cittadini dell’Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l’iniziativa d’invitare la Commissione europea, nell’ambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell’Unione ai fini dell’attuazione dei Trattati”.

Salutata con grande entusiasmo dai sostenitori della democrazia partecipativa a livello europeo, l’Ice si inserisce all’interno di una serie di prassi, ormai consolidate e riconosciute dagli altri paragrafi dell’art. 11 del Trattato di Lisbona, che segnano l’apertura della Commissione europea nei confronti di possibili forme di democrazia partecipativa. In nessun caso tali iniziative si sostituiscono alla democrazia rappresentativa e al ruolo del Parlamento europeo; possono solo integrarla, secondo il modello di governance europea.

Partecipazione: istruzioni per l’uso

Una guida pubblicata dal Comitato economico e sociale europeo, illustra i diversi passaggi per mettere in piedi un’iniziativa. E’ infatti opportuno progettare l’iniziativa e raccogliere la documentazione e le informazioni prima della registrazione sul sito della Commissione, perché a partire da quella data scattano i giorni necessari per la raccolta firme. Le prime domande che è opportuno porsi al momento della presentazione di un’iniziativa sono:

esiste già una normativa UE in materia?

quali norme dei Trattati dovranno fungere da base giuridica per la proposta?

la questione rientra nella sfera di competenza dell’Unione europea?

Il regolamento emanato dalla Commissione ha individuato in sette il “numero significativo di Stati membri” dai quali devono venire i firmatari. Fondamentale a tal fine è creare fin dalle prime fasi una rete di potenziali partner. E a questo livello che si inserisce ad esempio il ruolo del Comitato economico e sociale europeo (Cese) in qualità di facilitatore dell’iniziativa, vista la sua tradizione di rapporti privilegiati con la società civile europea.

Una volta ultimata la fase preparatoria, si deve procedere alla creazione di un “comitato di cittadini”, composto da almeno sette persone, residenti in almeno sette diversi Stati membri, tra le quali si sceglierà una persona di contatto principale e un supplente.

Al momento della registrazione dell’iniziativa si stabilisce un primo contatto con la Commissione, che dovrà verificare l’ammissibilità della proposta. a partire da quel momento si ha a disposizione un anno per la raccolta delle firme, secondo un numero proporzionale per ognuno degli stati a quello dei corrispondenti membri nel Parlamento europeo.

Nodi irrisolti e punti di forza

L’iniziativa dei cittadini europei costituisce sicuramente un importante passo avanti e presenta al tempo stesso alcuni nodi irrisolti. Come recita l’art. 11 i cittadini europei possono “invitare la Commissione europea, nell’ambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta”, senza che questo crei alcun vincolo formale. Una volta ricevuta un’Ice valida, la Commissione avrà tre mesi di tempo per esporre le sue conclusioni giuridiche e politiche riguardo all’iniziativa e decidere quali azioni intende intraprendere e i suoi motivi per agire o meno. Un’Ice non è di per sé un progetto di legge e non costituisce una deroga al potere esclusivo d’iniziativa legislativa della Commissione.

Allo stesso tempo, come si legge nel Manifesto dell’Initiative for the European citizens’ iniziative -una rete di ong sorta per chiedere la semplificazione delle procedure di presentazione di un’iniziativa – “There is a Europe beyond the crisis of its economy and currency – and beyond fear. There is a Europe which pioneers democracy by strengthening the participatory rights of its citizens”.

L’Unione europea ha aperto un sito destinato a tale iniziativa, dove è possibile reperire tutte le informazioni e soprattutto il link al modulo di registrazione. Intanto sono già pronte le prime iniziative alle quali aderire. Un invito ai cittadini europei a far sentire la propria voce!



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