La cooperazione: necessaria per la semplificazione del rapporto tra Uffici pubblici e cittadini
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Il nuovo codice dell’amministrazione digitale

Si parla di digitalizzazione della Pubblica amministrazione al ForumPa

cadIl Codice dell'amministrazione digitale si pone come fine quello di favorire la fruizione dell'informazione digitale nella pubblica amministrazione. Il punto debole della riforma del CAD sembra essere la difficoltà di attuazione delle norme, che non permette di realizzare il suo obiettivo primario: la semplificazione amministrativa. Questi i temi discussi nel corso del convegno: "Nuovo Codice dell'Amministrazione Digitale: a che punto siamo? Cosa è cambiato?" che si svolto il 18 maggio presso la Nuova Fiera di Roma nell'ambito degli appuntamenti del ForumPa.

Le difficoltà incontrate da Uffici pubblici, cittadini ed imprese nell’attuazione delle norme del CAD, nonché delle opportunità che lo stesso offre sono stati i temi di discussione al centro del convegno “Nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale: a che punto siamo? Cosa è cambiato?” che si è tenuto il 18 maggio a Roma nel corso del ForumPa. Il CAD è uno strumento concepito per garantire la massima trasparenza, dunque per porre in essere un modello di open government che venga incontro alle esigenze dei cittadini. Al dibattito è intervenuto il capo Dipartimento risorse tecnologiche, servizi delegati, Statistica – Roma Capitale Emilio Frezza che ha messo in evidenza un dato interessante: “e-government usage by individuals in Italy: 23 per cent”. La media europea si aggira intorno al 41 per cento. Un buon risultato, dunque, che testimonia la buona volontà di cittadini ed uffici pubblici nel volersi innovare, nel voler crescere insieme. Lo stesso relatore sottolinea l’importanza dell’impegno dei Comuni italiani in tale ambito, in quanto il Comune è la prima interfaccia della pubblica amministrazione verso il cittadino, beneficiario diretto del rafforzamento dei meccanismi di e-government.

Obiettivo: e-government

Nel corso dei lavori sono state messe in evidenza le difficoltà emerse in diversi ambiti applicativi delle innovazioni introdotte dal Codice, tra le quali la firma elettronica e l’Spc (sistema pubblico di connettività ). Quest’ultimo strumento, in particolare, permetterebbe ai cittadini di autenticarsi sul sito di una Pa e automaticamente in tutte le Pa collegate a quel sito, come accade per ora per il sito del Comune di Roma e quello dell’Inpdap, che ha aderito all’iniziativa. Viene inoltre rilevata l’importanza dell’open data, la divulgazione di dati pubblici, per tutelare al massimo il diritto all’informazione dei cittadini, e tener fede ai principi dell’open government.

Quali riflessioni in ambito sanitario?

Il presidente U.L.S.S. Treviso Claudio Dario ha illustrato invece il piano “Veneto escape” attuato dalla regione Veneto. Si tratta di un progetto di servizio referti. L’obiettivo, secondo il presidente, è “far viaggiare le informazioni, non le persone”. Uno studio dell’Università Bocconi ha dichiarato che ciascun cittadino che abbia usufruito del servizio ha risparmiato 12 euro. Il progetto permette ai pazienti di evitare di recarsi agli sportelli a ritirare i referti, con un conseguente risparmio in termini di efficienza, oltre che economico. L’obbligo dell’uso delle nuove tecnologie negli Uffici pubblici può avere, in ambito sanitario, un forte impatto. Si tratta di un argomento molto delicato, che è necessario affrontare per migliorare il servizio reso dal Sistema sanitario nazionale ai cittadini.

Uso dei social network per avvicinare Pa e cittadini

L’approccio che vede i social network come strumenti riservati al tempo libero e al mero svago è sorpassato, come emerge dai lavori del convegno. Siti internet come Facebook sono strumenti che vanno sfruttati dalla Pa per venire incontro ai cittadini e gli uffici pubblici non dovrebbero vietarne l’utilizzo, piuttosto incoraggiarlo.



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