Sfondare il muro della complessità istituzionale monitorando e partecipando
Notizie

Open municipio, trasparenza e partecipazione civica

Vittorio Alvino al Forum PA presenta il nuovo progetto di Openpolis

immagine_openmunicipioSi chiama Open Municipio il nuovo progetto promosso dall'associazione Openpolis sul monitoraggio di dati e attività delle amministrazioni comunali per favorire la partecipazione dei cittadini al processo democratico. La Demo di Open Municipio è stata presentata a Roma dal presidente di Openpolis Vittorio Alvino nel corso del ForumPa.

Trasparenza e partecipazione civica sono stati i temi discussi durante il key note di Vittorio Alvino presidente dell’associazione Openpolis che, nel corso del ForumPA tenutosi a Fiera di Roma dal 16 al 19 maggio 212, ha presentato il nuovo progetto Open Municipio. Uno dei primi, rivoluzionari progetti di Openpolis che permette attraverso i dati aperti, ormai da quattro anni, ai cittadini di seguire passo passo, monitorare e controllare le attività dei parlamentari italiani, i disegni di legge o le mozioni. Obiettivo principale dell’iniziativa è la trasparenza della politica e l’effettiva partecipazione al processo decisionale da parte dei cittadini.

Open Municipio, l’ultimo arrivato tra i progetti Openpolis

I traguardi raggiunti da Openpolis sono stati importanti, sicuramente un incentivo a perseguire sulla strada intrapresa. La pressione che la stampa e i cittadini hanno esercitato su deputati e senatori era un chiaro segnale che il controllo civico può funzionare. Il successo di iniziative come l’indice di produttività hanno spinto Openpolis a creare un progetto nell’ambito locale delle amministrazioni comunali. Da qui la decisione di esportare il meccanismo di controllo e trasparenza delle assemblee politiche al livello comunale. Per dirla con Alvino, si è messo in moto un meccanismo virtuoso in cui i dati hanno prodotto domanda di dati (con conseguente domanda di analisi degli aridi dati) e la trasparenza ha prodotto ulteriore domanda di trasparenza. L’idea è quella di aprire la politica attraverso la trasparenza di processi, atti e decisioni dell’Amministrazione. Su una piattaforma web i dati potranno “parlare” tra di loro attraverso i tag e grazie ai software opensource si favorirà una relazione orizzontale e trasparente tra rappresentanti e rappresentati. Il criterio dell’albo pretorio sarà ribaltato, non più una conoscenza soltanto post decisione, ma il cittadino potrà seguire e monitorare le attività di sindaco, consiglio e giunta già nella fase decisoria in tempo reale.

Senigallia e Udine, pionieri di Open Municipio

Due i comuni italiani pionieri dell’ambizioso progetto Open Municipio: Senigallia e Udine, di quest’ultimo comune era presente all’incontro anche l’assessore all’innovazione ed e-government, Paolo Coppola che ha portato una breve testimonianza e ha espresso il suo vivo desiderio di una “cultura civica ricostruita e stimolata”. Momentaneamente il dati reali sono in attesa di pubblicazione, si prevede nelle prossime settimane possano essere fruibili online, ed è per questo che esiste una versione demo con dati e personaggi fittizi che mostrano il meccanismo di funzionamento del sito attraverso cui informarsi, monitorare e partecipare a quell’affascinante idea di apertura della politica. Grazie alla messa a sistema di dati politici e amministrativi delle giunte e dei consigli comunali il cittadino avrà gli strumenti per seguire, obiettare e contribuire alla gestione dei beni comuni della sua città . Intervenire sul processo democratico non sarà più cosìdifficile, il cittadino avrà voce in capitolo sulle delibere da approvare e il suo ruolo non sarà più solo quello della polemica post delibera. Ovviamente l’idea più ambiziosa è quella di mettere a sistema un patrimonio di dati sempre più grande coinvolgendo ancora più città – che contribuiscano al progetto con un canone annuale – e colmando il vuoto di partecipazione che allontana i cittadini dalla gestione della cosa pubblica.

Se mi accorgo che il conducente dell’autobus dove sono comodamente seduto sbaglia direzione e prende una via sbagliata certamente non lo lascio fare, gli dirò – anche un po’ arrabbiata – che ha preso una strada errata, che non è giusto andare da quella parte. Perché non dovrebbe succedere lo stesso con chi guida i nostri Comuni e il nostro Stato?



Lascia un commento