La piccola, grande Italia: un altro modo di vivere e di pensare lo sviluppo del territorio
Società

Voler bene all ‘ Italia 2012

La piccola, grande Italia in festa

Domenica 3 giugno è la giornata che Legambiente dedica ai piccoli comuni d'Italia, in un momento in cui la loro ricchezza, ma anche la loro vulnerabilità è sotto gli occhi di tutti a causa del terremoto e dei recenti disastri ambientali. Autentica ricchezza del paese dal punto di vista storico, culturale, paesaggistico ed economico i piccoli comuni rappresentano anche un "altro" modo di vivere e di pensare lo sviluppo del territorio. Iniziative e feste di piazza saranno presenti in molti piccoli comuni, uniti nel richiedere alle istituzioni un'attenzione particolare al tema di quest'anno: la vulnerabilità del territorio.

La piccola, grande Italia in cifre

In occasione della giornata Legambiente presenta un’indagine, realizzata in collaborazione con l’Atlante dei piccoli comuni Anci-Cittalia. Come si legge nell’Introduzione, i piccoli comuni svolgono un ruolo molto importante all’interno del paese: “enti erogatori di servizi, presidio del territorio, tessitori di coesione sociale, promotori di sviluppo sostenibile, innovazione e qualità , con una capacità di “fare in autonomia”, preziosa per l’intero Paese”.

I piccoli comuni, ossia le realtà amministrative con popolazione residente inferiore o pari a 5. abitanti, sono 5.683 (su un totale di 8.94 comuni) e rappresentano il 7 percento del territorio nazionale, con un’elevata concentrazione in alcune regioni (Valle d’Aosta, Molise, Abruzzo, Liguria, Piemonte, Trentino).

Una piccola, grande economia

Se non mancano i dati interessanti sul piano dell’andamento demografico dei piccoli comuni, i risultati più interessanti si misurano sul piano economico. In anni di crisi e di sfide globali i piccoli comuni hanno saputo dimostrare un vitalismo e una capacità innovativa che si accompagna ad elementi di criticità .

Come hanno reagito i piccoli comuni alla crisi economica? Relativamente al periodo 26-21 l’indagine cerca di costruire tre diverse tipologie: i comuni in “pole position” (circa 766) che presentano valori superiori alla media del totale degli enti locali; sono collocati nelle regioni del nord. I comuni a “metà schieramento” (circa 2.869) che presentano dati allineati a quelli del 26; sono quasi tutti collocati nelle regioni del centro-nord. Infine i comuni “nelle retrovie” (circa 2.48) che presentavano livelli inferiori alla media nazionale già nel 26 e che confermano questo dato negativo; sono quasi tutti collocati nelle regioni meridionali).

Le eccellenze ambientali

Il settore ambientale, inserendo in questa categoria anche quello storico-culturale, è forse l’ambito in cui l’eccellenza dei piccoli comuni emerge con maggiore evidenza. Come si legge nell’indagine, i piccoli comuni italiani custodiscono un patrimonio artistico e culturale di grande importanza, testimoniato anche dall’ampia offerta culturale di Musei, monumenti ed aree archeologiche. Limitandosi ad analizzare quelli di proprietà statale (che rappresentano appena il 1% dell’offerta museale nazionale) se ne desume che il 15,6% del totale risiedono in Piccoli Comuni. A questi dati si aggiungono i percorsi di qualità nel settore eno-gastronomico, e il grande impegno dimostrato nei confronti delle energie rinnovabili e nel trattamento dei rifiuti a testimonianza di un’attenzione all’ambiente in senso lato.

Tutte le informazioni sulla giornata possono essere reperite sul sito http://www.piccolagrandeitalia.it/



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