\"Io mi sono emozionato quando sono venuti i bambini e hanno visto per la prima volta come nascono le piante\"
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Un orto in riva al Naviglio

Solidarietà ed educazione ambientale crescono in provincia di Milano

10.Orto_a_MilanoFino a pochi mesi fa, sulla riva del Naviglio Grande, presso Boffalora sopra Ticino, c'era un prato incolto. Oggi quel prato è stato trasformato in un orto, ed insieme agli ortaggi vi "crescono" l'educazione ambientale e la solidarietà .

In quell’area di circa 2mila metri quadrati dei volontari hanno realizzato un orto, i prodotti del quale vengono donati ogni settimana alle famiglie assistite dai servizi sociali. E a settembre nelle scuole del paese partirà un progetto per coinvolgere i ragazzi in questo orto condiviso e solidale.

L’idea è venuta al consigliere comunale di Boffalora, Mario Simonelli e a un agronomo di Magenta, Giuseppe Montagna. Simonelli, immobiliarista e cavaliere del lavoro, è cresciuto nell’azienda agricola dei suoi genitori e l’agricoltura è la sua passione. Così, ha proposto di trasformare l’area incolta in un orto al sindaco, Curzio Trezzani, e all’assessore all’ambiente, Miriam Ranauro, che hanno autorizzato di buon grado l’iniziativa. Ad oggi, collaborano come volontari al mantenimento dell’orto anche altri due consiglieri comunali, Stefano Crotti e Roberto Battistella.

Lo sviluppo dell’iniziativa

Dopo l’autorizzazione del Comune allo sfruttamento del suolo, l’agronomo Montagna ha tenuto un corso di sei lezioni, a cui hanno partecipato una cinquantina di persone dai 3 ai 6 anni. 2 di queste hanno poi deciso di aderire al progetto di orto condiviso. Contribuendo di tasca propria, i nuovi contadini hanno comprato le sementi di diversi ortaggi: pomodori, insalata di numerose varietà , patate, zucchine, meloni, angurie, fragole e tanti altri. Un’azienda agricola ha presto il trattore per dissodare il terreno e i volontari hanno condiviso i loro attrezzi da giardinaggio. Il Consorzio Villoresi ha poi concesso gratuitamente l’uso dell’acqua del Naviglio Grande.

Oggi l’orto può dirsi una realtà avviata. I suoi prodotti vengono destinati in parte alle famiglie dei volontari e in parte ai poveri. Tutta la produzione viene monitorata e registrata, per poter fare delle previsioni per l’annata successiva. “Il momento più commovente è stato quando ho consegnato la prima cassetta ad una famiglia. Erano in due, marito e moglie. Il marito diceva grazie ogni volta che tagliavo un ceppo d’insalata. Alla terza volta non ce l’ho fatta più e l’ho fermato” – racconta l’agronomo. “Io mi sono emozionato quando sono venuti i bambini e hanno visto per la prima volta come nascono le piante – spiega Simonelli-. Gli anziani del paese, invece, passano per chiedere qualche consiglio all’agronomo e se avanza qualche piantina, gliela ragaliamo. La vita non ha senso se non fai qualcosa per gli altri”, conclude Simonelli.

Per informazioni sul progetto è possibile chiamare questo numero: 2/972947



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