" Per rialzarsi dal terremoto, le buone idee servono quanto i mattoni. "
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Emilia Romagna: Terra Ferma cerca buone idee per ripartire

Un portale raccoglie e diffonde le pratiche virtuose messe in atto per reagire al terremoto

A seguito del terremoto in Emilia Romagna dello scorso maggio, si è costituita una rete di solidarietà in grado di tenere botta e far ripartire le realtà locali colpite dal sisma. Nell'era del Web 2.0 la ricostruzione viene raccontata dai suoi protagonisti, ecco cosìche nasce Terra Ferma, un portale dedicato alle esperienze di "resistenza" al terremoto di lavoratori e imprenditori.

Accanto alla realtà dei volontari impegnati nelle situazioni di emergenza, numerose sono le esperienze di quanti mirano alla rimessa in funzione e in sicurezza delle proprie attività .
“Per rialzarsi dal terremoto, le buone idee servono quanto i mattoni.” Questa la convinzione che ha guidato i fondatori del progetto Terra Ferma a sfruttare le tecnologie del web per diffondere quelle pratiche virtuose in grado di essere potenziate o replicate altrove, e non semplicemente per offrire un resoconto sull’andamento del processo di ricostruzione del tessuto economico di una regione colpita dal sisma.
Dai racconti, non ancora molto numerosi, emerge la voglia di ricostruire in sicurezza e di farlo in modo creativo e innovativo. Si passa dalle applicazioni per smartphone per segnalare edifici in disuso da riqualificare, Map4Emilia, ai siti per mappare i negozi “già in piedi”, Jericho- Store Locator Emilia, per arrivare a dei “muletti” telecomandati, muniti di telecamere, progettati per il recupero delle merci nei locali danneggiati. Le zone terremotate, con le loro esigenze e le loro urgenze, diventano cosìun motivo d’ispirazione l’innovazione tecnologica. La messa in sicurezza e la ripresa delle attività economiche è tuttavia il settore centrale a cui il portale si propone di dar voce, come nel caso di Adotta un’impresa, promossa da ImpreseCheResistono (ICT), che punta a garantire la continuità aziendale, attraverso l’individuazione di subfornitori temporanei idonei a consentire alle attività colpite dai danni del sisma di poter evadere gli ordini che hanno in carico ed assolvere i propri impegni, mantenendo stabili i flussi finanziari.

Ricostruzione partecipata

Da non sottovalutare infine la voglia di partecipazione al processo di ricostruzione manifestata dalla popolazione dell’Emilia Romagna. In questo delicato momento per quanti si trovano ad aver subito tragici momenti, a seguito delle scosse del 2 maggio e dei giorni seguenti, è compito delle istituzioni offrire un valido e concreto sostegno ai propri concittadini. In questo quadro va apprezzata l’iniziativa della Camera di Commercio di Ferrara che ha voluto istituire il portale “Voglia di ricominciare”, una sorta di banca dati on line dove poter trovare e/o offrire un concreto sostegno alle imprese danneggiate, assecondando le loro esigenze. In quest’ottica s’inserisce anche InsiEmilia, frutto della maratona Hackathon svoltasi lo scorso giugno a Bologna, che propone di costituire un portale specificatamente dedicato alla ricostruzione partecipata. Nell’obiettivo dei suoi sviluppatori vi è, da un lato, la partecipazione dei cittadini alle fasi decisionali del processo di ricostruzione, nel quadro del principio di sussidiarietà orizzontale e, dall’altro, quello del monitoraggio delle politiche intraprese all’insegna della trasparenza.
Per contribuire al progetto, scrivi a info@terraferma-emilia.it e racconta l’esperienza della tua azienda, oppure segnala una storia di ricostruzione di cui hai notizia. Quali soluzioni sono state avviate per riprendere le attività nel rispetto della sicurezza?



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