Un viaggio nell ' universo giovanile alla scoperta delle nuove modalità della partecipazione civica nell ' era del Web 2.0
Cultura

Giovani oltre la rete

Un viaggio nell ' universo giovanile alla scoperta delle nuove modalità della partecipazione civica nell ' era del Web 2.0

Gli indignados spagnoli, le rivoluzioni arabe nonché i movimenti occupy diffusisi in più parti del globo terrestre hanno messo in evidenza con tutta la loro vivacità le potenzialità del Web 2.0. In questo mutato contesto tecnologico, i giovani hanno trovato nuove forme e stimoli per la partecipazione civica al di là degli schermi?

Questo l’interrogativo che guida l’autrice, Lucia D’Ambrosi, lungo un’analisi che trova la propria premessa nel superamento delle teorie sull’indifferentismo e l’invisibilità dei giovani d’oggi. A partire dalle proteste di Seattle del 1999, gli studi sulla partecipazione giovanile hanno preso atto dei cambiamenti che hanno interessato i sistemi di valori, le forme organizzative nonchè la tendenza internazionalistica dei movimenti giovanili. Ancora una volta sono stati i recenti episodi di protesta, veicolati dalla rete internet, a stimolare un vivace dibattito su ciò che Morcellini ha definito come “mediattivismo giovanile”.

Il testo “Giovani oltre la rete” mira a fornire gli strumenti adeguati per interpretare una realtà fluida e in continuo divenire che troppo spesso viene enfatizzata o demonizzata a seconda dei casi. Ad una prima parte prettamente dedicata agli aspetti sociologici della partecipazione giovanile nell’era della “modernità fluida”, segue una seconda parte dedicata interamente all’analisi delle esperienze pratiche favorite dalla nuove tecnologie, tra cui spunta “Rock Your School” un progetto promosso da Labsus.

Le istituzioni e il civic engagement

Facendo propria la visione di Bauman della solitudine del cittadino globale (1), grande rilievo viene attribuito alle politiche giovanili adottate a livello nazionale ed europeo, in grado di valorizzare le espressioni di civic engagement (2). Le istituzioni sono dunque chiamate a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per il miglioramento e l’ottimizzazione dei servizi, attraverso la diffusione della conoscenza delle questioni pubbliche e la possibilità di coinvolgere i giovani nei processi decisionali. Dall’altro lato non vengono celati i rischi connessi ad un mal compreso protagonismo giovanile, tra cui quello di essere percepito non come una risorsa su cui investire, nell’ottica del principio della sussidiarietà orizzontale, bensì, come un’indebita invasione di campo.

Le mille sfumature proprie del civic engagement giovanile, di cui l’autrice offre un interessante contributo, sono alla base dello spessore del fenomeno che questo libro si propone chiaramente di denunciare con i suoi rischi e le sue potenzialità .

D’AMBROSI Lucia, Giovani oltre la rete. Profili e modalità della partecipazione civica, Acireale-Roma, Bonanno Editore, 212.

(1) Secondo la quale quando al cittadino vengono attribuiti numerosi doveri senza adeguati strumenti per realizzarli si corre il rischio di provocare uno stato di maggiore incertezza nel singolo e nel tessuto sociale in generale. Cfr BAUMAN Zygmunt, La solitudine del cittadino globale, Milano, Feltrinelli, 23.

(2) Con tale espressione facciamo riferimento all’insieme di azioni individuali e collettive volte ad individuare e a risolvere le questioni di rilievo pubblico.



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