Una nuova sfida per le battaglie ambientaliste: è possibile coniugare lavoro e tutela dell ' ambiente?
Società

Un ‘ altra Ilva è possibile

Legambiente a fianco dei lavoratori dell ' Ilva

In questi giorni di inizio agosto la vicenda dell'Ilva di Taranto si aggiunge con una nota dolente alle questioni che già preoccupano il futuro dell'Europa e dell'Italia. Nella sua drammaticità è destinata a segnare un punto di svolta per l'ambientalismo e per i complessi rapporti che uniscono tra loro cittadini, istituzioni e imprese. Il dilemma davanti al quale si trova l'intera città è quello di scegliere tra il lavoro e la salute, a riprova di come le sfide in un mondo globale si presentino spesso con caratteristiche simili nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo. I fantasmi di un passato non tanto lontano, legato ad un'industrializzazione senza controlli, riaffiorano nelle menti e nelle coscienze di tutti. àˆ per questo che abbiamo scelto di contribuire a far conoscere la lettera aperta che il Presidente nazionale di Legambiente - Vittorio Cogliati Dezza - ha voluto inviare ai lavoratori dell'Ilva in occasione dello sciopero generale dichiarato per il 2 agosto.

Ambiente e lavoro: le sfide del futuro

Quella che si presenta come una vicenda che vede in campo magistratura e ambientalisti da una parte e lavoratori e azienda dall’altra, secondo uno schema classico che caratterizza le grandi sfide del futuro, è in realtà il banco di prova di un modo nuovo di affrontare tali questioni. Una nuova strada si apre per le stesse battaglie ambientaliste. “Sono passati gli anni della contrapposizione tra ambiente e lavoro – scrive Cogliati Dezza – insieme ai sindacati possiamo fare molta strada e l’ambientalismo può diventare un forte alleato dei lavoratori nella difesa dell’occupazione e per costruire nuove prospettive di sviluppo pulito e di qualità per tutti”.

Il ricorso a nuove tecnologie, capaci di adeguare gli impianti in modo da abbattere drasticamente l’enorme impatto ambientale del siderurgico, è l’intervento più immediato, ma anche il più urgente, nonché l’unico in grado di salvaguardare gli interessi dell’ambiente e dei posti di lavoro.

I cittadini e le istituzioni

Gli altri attori di questa vicenda sono i cittadini e le istituzioni, i primi divisi tra coloro che da decenni lottano per una riconversione del polo siderurgico e coloro rivendicano il loro diritto al lavoro; le seconde, troppo spesso restie a promuovere politiche che fossero capaci di coniugare sviluppo e rispetto delle regole. Le associazioni ambientaliste, si sono sostituite alle istituzioni, fin dalle prime denuncie della metà degli anni sessanta, seguite dalle prime condanne all’inizio degli anni ottanta, nel sensibilizzare i cittadini e nel richiedere gli interventi della magistratura.

La città di Taranto ha ora l’opportunità di sperimentare un nuovo patto per la difesa dell’ambiente e degli interessi dei lavoratori, in uno scontro che non contempla come esito finale la contrapposizione tra vincitori e vinti.



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