" L ' arte di costruirsi una casa è un ' arte casalinga che affonda le sue radici nell ' autosufficienza di paesi, villaggi, famiglie e persone… " (Giorgio Ceragioli)
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Villaricca e Piedimonte Matese: l ‘ autocostruzione sociale in Campania

Le politiche abitative si rinnovano con il contributo decisivo dei cittadini

In due piccoli comuni, rispettivamente nelle Province di Napoli e Caserta, prende forma la Programmazione regionale sulla casa "Cantieri Aperti", che opera grazie a finanziamenti condivisi e il dinamismo di cooperative sociali fatte da cittadini residenti

L’autocostruzione: un’occasione di svolta in Campania

La Campania e l’edilizia: relazione raramente sana, ed efficace. Soprattutto in rapporto all’ambiente e alla vivibilità di un territorio afflitto dalle piaga storica dell’abusivismo edilizio.

Eppure può nascere una speranza, e sta tutta nella Programmazione regionale sulla casa “Cantieri Aperti”, che modificando a fine 21 il ben noto “Piano Casa” (L.R. 19/29), amplia il concetto di edificio residenziale all’ “edilizia residenziale sociale”.

Un intervento significativo, perchè assicura un riferimento concreto alla necessità di soddisfare le esigenze abitative primarie di chi è senza alloggio adeguato per ragioni economiche (art. 47 Cost.), a garanzia della coesione sociale e la salubrità del territorio (art. 9 Cost.). Il tutto stimolando iniziative di autocostruzione di alloggi per cittadini a reddito debole, o immigrati residenti in condizioni di disagio abitativo.

“Cantieri Aperti”, le esperienze di Villaricca e Piedimonte Matese

Come a Villaricca e Piedimonte Matese, in attuazione dell’art. 118, ultimo comma della Costituzione, e su un terreno che possiamo definire di housing sociale di autocostruzione. Terreno già solcato dallo sguardo di Labsus, con l’idea che le Istituzioni possano aiutare i cittadini per la costruzione della propria casa.

Nel primo caso già avviato il cantiere, che prevede 25 villette a schiera per 25 nuclei familiari; nel secondo, precisamente in località Sepicciano, e “nato” sei mesi più tardi, attesi 11 mini-appartamenti. Il finanziamento, condiviso da Regione Campania, Banca Etica e cittadini, prevede un importo complessivo di oltre 3,5 milioni di euro.

“Cantieri Aperti”: un metodo di lavoro, una filosofia sociale

In entrambi i casi un lavoro preparatorio biennale, con l’intermediazione della Cooperativa Alisei, che esercita l’opzione di acquisto del terreno sul quale opererà la futura cooperativa di autocostruttori. A distanza di un mese si tiene una manifestazione pubblica di interesse, con la selezione dei cittadini interessati a partecipare all’iniziativa: criteri la situazione di disagio abitativo, reddito debole e nessun titolo proprietario di altro alloggio. Sei mesi, e sulla base dei criteri indicati dalla Regione Campania, una Commissione seleziona i soci della costituenda cooperativa, che cosìviene alla luce.

Spazio quindi alla formazione dei soci “operai”, con altri sei mesi. Nel frattempo diversi adempimenti necessari all’ edificazione: alcuni più concreti (pulitura del terreno, messa in sicurezza, attività di fondazione), altri burocratici, come modalità di erogazione e rimborso, acquisito di elementi di dettaglio del progetto edilizio, stesura degli atti di rogito del mutuo e di acquisto del terreno.

Superato questo step, salvo ulteriori scavi o fondazioni, l’assemblea dei soci della cooperativa si riunisce con i tecnici dalla Cooperativa “madre” per definire le fasi operative. Questo è successo a Villaricca lo scorso marzo, con la Cooperativa “Il Sogno”, di Eugenio De Benedictis, e “soltanto” il 4 agosto a Piedimonte, grazie a “Fabiana”, guidata da Anna Fusco.

“Cantieri Aperti”: l’approdo al Meridione dell'”Aided-Self-Help-Housing”

Un’idea affascinante, quella del cosiddetto “Aided-Self-Help-Housing”, che nata in Svezia ai primi del novecento, ha impulso negli anni ‘4 nell’ex URSS, e oggi approda in Paesi quali Colombia, Perù , Sud Africa, Kenia, India. Ma anche USA e Gran Bretagna, a partire dagli anni ‘8-‘9.

In Italia invece poco, ancora poco, oltre le idee pionieristiche del Professore torinese Giorgio Ceragioli, esperienze pilota presso Dopolavori ferroviari (Milano e Bologna) e Case del popolo, oppure casi riscontrabili in Italia centrale (su tutti quello di Perugia- Sant’Enea) . Ma ecco che nel vuoto fatto di zero edilizia popolare, speculazioni e bilanci dissanguati, nascono a Sud i progetti qui analizzati.

Passi in avanti dove meno ce lo si aspetta. Paradossi, o forse i luoghi comuni sono fatti per essere smentiti?



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