Le città morenti della "rust belt" rinascono grazie all'impegno dei cittadini
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Apocalypse town, cronache dalla fine della civiltà urbana

Come i cittadini contribuiscono alla rinascità delle città

apocalypse-townCittà fantasma, territori post urbani o de-urbanizzati sono gli effetti del cambiamento economico, sociale e delle nuove forme di insediamento umano "sprigionatesi" nella seconda metà del Novecento nelle aree della rust belt negli Stati Uniti. Una cintura urbana fatta di territori ai margini dei grandi flussi finanziari ed economici ma che diventano una opportunità da non sprecare per sperimentare nuovi stili di vita. Ne è convinto Alessandro Coppola nel suo libro dal titolo: "Apocalypse town, cronache dalla fine della civiltà urbana", edito da Laterza.

L’autore racconta l’altro volto dell’America fatta di città che “sono morte abbastanza per poter rinascere”. Come ad esempio Buffalo, in passato centro nevralgico dell’aristocrazia industriale, e oggi al centro di un grande progetto di decostruzione sostenibile chiamato Buffalo Reuse. Il progetto punta a salvare le strutture architettoniche in disuso che possono essere riutilizzate contro la distruzione indiscriminata di parte della città . Buffalo si presenta come un immenso giacimento di materiale riciclabile, secondo l’ideatore del progetto Michael Gainer, che è riuscito a mettere in piedi una squadra composta da cinque decostruttori recuperando cosìvasche, lavandini, mattoni e scalinate di vecchi edifici per la ricostruzione del futuro della città .

Non solo decostruzione ma anche esperimenti di agricoltura urbana trovano spazio nelle città della rust belt. A New York, ad esempio, l’agricoltura urbana sta conoscendo una nuova fase di crescita soprattutto laddove la pressione del mercato immobiliare è minore e dove sono evidenti i segni della crisi urbana. Come a East New York, un quartiere di Brooklyn, che dopo essere stato abbandonato dalla classe media con il crollo del mercato immobiliare ha visto, a partire dagli anni Novanta, la nascita di diversi community gardens e progetti di riqualificazione partecipata.

Nella seconda metà degli anni Novanta infatti lo United community center ha lanciato un progetto di pianificazione partecipata per coinvolgere i cittadini nella rinascita del quartiere. Questo ha favorito la nascita di due grandi fattorie urbane: il Garden of hands and hearth e la Youth farm che vede i giovani impegnati nella cura della città . Il viaggio compiuto da Coppola nelle città “morenti” della rust belt mostra come queste aree urbane, una volta cuore pulsante dell’industria americana, si stiano reinventando attraverso esperienze di decostruzione ecosostenibile e fattorie urbane puntando a stili di vita più sostenibili e a città autosufficienti in grado di rispondere alla domanda alimentare.



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