Il peer-to-peer della mobilità è solo una delle potenzialità dell ' Era dell ' Accesso fondata sulla condivisione
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Il peer-to-peer dei passaggi in città

Quando le compagnie automobilistiche investono nel car-sharing

Affittare la propria auto o cercare chi la mette a disposizione è diventato sempre più facile grazie alle nuove tecnologie. Nel 2011 gli Stati Uniti grazie a 26 programmi di car-sharing sono riusciti a coinvolgere 560,572 persone per un totale di 10.019 veicoli. Il risparmio economico ed ambientale grazie all'uso efficiente delle automobili in circolazione comporta indubbi vantaggi a beneficio del singolo e della collettività (pensiamo solo all'ottimizzazione dei parcheggi). Ma perché una casa automobilistica come la General Motors dovrebbe investire nel car-sharing?

Grazie ad un accordo tra la GM e la RelayRides, una società che promuove il car-sharing tra privati, la casa automobilistica ha adattato l’antifurto OnStar dei propri veicoli per rendere più facile e pratico il servizio. Con questa iniziativa la persona che vorrà aderire a RelayRides, per affittare la propria vettura, non dovrà più pagare il sistema supplementare che lo rendeva possibile. Inoltre prendere parte al servizio è diventato semplicissimo. Grazie ad un’app per il proprio smartphone la tecnologia OnStar, un software di controllo che offre molte funzionalità , potrà sfruttare la connessione in Internet per aprire gli sportelli, accendere l’auto ed evitare lo scambio delle chiavi. Mentre la GM ottiene una percentuale su ogni noleggio di un’auto equipaggiata con il suo antifurto e la RelayRides può contare sull’aumento dei propri iscritti, iniziative di questo genere potrebbero rivoluzionare il settore del trasporto privato.

Una direzione smart, mille strade percorribili

L’iniziativa della GM s’inserisce in un ricco panorama di innovative partnership. Nel 2011, ad esempio, la Ford ha siglato un accordo con ZipCar per il programma di car-sharing nei campus universitari americani. La BMW e Sixt AG hanno lanciato a Monaco il progetto di car-sharing DriveNow che grazie ad un chip sulla patente consentirà il ricorso ai veicoli senza il bisogno delle chiavi. O i diversi accordi tra le case automobilistiche e ParkatmyHouse.com, una piattaforma che mette in contatto i proprietari di parcheggi privati disponibili con i conducenti alla ricerca di un parcheggio.

Il peer-to-peer della mobilità è solo una delle potenzialità del nuovo paradigma che governa le nostre società : la condivisione. A più di dieci anni di distanza, il contributo di Rifkin sull’Era dell’accesso sembra finalmente farsi strada al di là dei nostri schermi e della community dei cybernauti in cui era stato “confinato”.

Di fronte al lento cambiamento delle abitudini dei consumatori e alla rinnovata sensibilità verso le questioni ambientali, anche le aziende dovranno adattarsi, come ha detto Bob Tiderington della GM: “we could stand on the sidelines and watch or we could choose to participate and try to make it into a favorable business model, which in this particular case, we have”.



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