Nella Grande Mela il 58 per cento della popolazione adulta è in sovrappeso o soffre di obesità
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Troppi newyorkesi XXL? Il sindaco vieta le bibite supersized

Nella Grande Mela continua la battaglia salutista del sindaco Bloomberg

A partire da marzo 2013 ristoranti, cinema, chioschi e venditori ambulanti di New York non potranno più vendere bevande analcoliche formato extra-large, superiori al mezzo litro. Al suo terzo mandato, il sindaco salutista Michael Bloomberg punta sulla riduzione della malattia che affligge maggiormente le società occidentali, l'obesità , nonostante le proteste delle industrie del settore.

Definito da quest’ultime una tata, per il suo approccio paternalistico, il sindaco di New York non si lascia intimorire dalle proteste delle multinazionali e di alcuni cittadini, che vedono nell’ordinanza una sorta di nuovo proibizionismo. Obiettivo ultimo di Bloomberg è, in realtà , arrestare la tendenza degli ultimi 5 anni ad aumentare sempre di più le porzioni di cibo e di bevande. Un trend che si è sviluppato parallelamente all’aumento dell’obesità e delle persone in sovrappeso. Basti considerare che, secondo gli studi del dipartimento della salute di NYC, dal 1955 le porzioni di Coca-Cola del McDonald’s sono aumentate del 457 per cento, passando da 7 a 32 once (da circa 2 ml ad 1 litro). L’ordinanza, a meno che non venga bloccata prima da un giudice, potrebbe entrare in vigore già dal marzo 213.

Quando l’obesità diventa “epidemia”

La diffusione di comportamenti alimentari malsani è, agli occhi del dipartimento della salute di New York e del suo sindaco, simile ad un’epidemia. Nella Grande Mela il 58 per cento della popolazione adulta soffre di obesità . Una malattia che espone gli individui ad una riduzione dell’aspettativa di vita e ad ulteriori problemi di salute come le disfunzioni cardiocircolatorie, il diabete di tipo 2 e alcuni tipi di tumore. Una patologia che colpisce anche il 2 per cento dei bambini in età scolare, i quali oggi hanno un’aspettativa di vita più breve di quella dei propri genitori.

Attraverso questo tipo di provvedimenti il sindaco di New York, che lo scorso anno ha introdotto il divieto di fumare anche in alcuni luoghi pubblici all’aperto, punta a responsabilizzare i suoi cittadini sulla prevenzione e l’importanza delle politiche pubbliche sanitarie.

La prevenzione e la sussidiarietà quotidiana

Educare i cittadini ad adottare abitudini alimentari corrette, “costringendoli” ad esempio a ridimensionare le porzioni delle proprie bevande ipercaloriche, è un’iniziativa che contribuisce al perseguimento di un fine più generale. Specialmente nelle società democratiche in cui la sanità è considerata un bene comune e in quanto tale affidata al Welfare State. Prevenire una malattia attraverso la responsabilizzazione dei cittadini e la cura di se stessi, è un comportamento potenzialmente in grado di alleggerire il carico delle nostre aziende ospedaliere, con un conseguente risparmio per i contribuenti. La prevenzione in ambito sanitario, allora, può ben considerarsi una pratica virtuosa propria di una società che mira alla realizzazione del paradigma della sussidiarietà orizzontale, anche attraverso piccoli gesti quotidiani.



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