" Vogliamo fare delle piazze degli spazi di dialogo, dei punto di riferimento per la progettazione condivisa del futuro di Bologna (Urban Center Bologna) "
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Bologna, ” di nuovo in centro ” con la sussidiarietà

Ancora piazze da liberare, ancora luoghi da rivalutare, in una terra dove la cittadinanza attiva è consolidata

Dai micro-interventi diffusi alla cura del bike-sharing, dalla definizione delle priorità via twitter/instagram ai confronti pubblici, la sussidiarietà orizzontale completa alla grande lo sforzo del Comune. Che in questi giorni, presenta i " futuri cantieri " ai " futuri operai "

Le piazze: il cuore della sussidiarietà

Gira e rigira, l’appuntamento con la sussidiarietà è sempre lì. In piazza. Che non è solo spazio fisico dove è tipico vedersi, parlarsi, scambiare di tutto di più. Perché nella piazza c’è anche il valore storico di quanto una cittadinanza sia vera, forte, autonoma. Quindi anche pronta per essere attiva. Magari rendendo quella piazza un campo di iniziativa in proprio, facendone uno luogo dove le persone non siano soltanto consumatori, individui, clienti, a seconda delle occasioni. Ma anche dei costruttori, che con le proprie forze difendono quella piazza, la proteggono. La vivono insomma, per davvero.

Ed ecco che Bologna, non a caso terra di sussidiarietà consumata, con le sue mille iniziative già raccontate da Labsus, non si smentisce. Stavolta però ci occupiamo di un vero e proprio processo in evoluzione,di un cammino che è a tutta velocità . E quello che per la precisione punta alla riqualificazione di due piazze importanti del capoluogo emiliano: piazze Aldrovandi e Malpighi/San Francesco.

“Di nuovo in centro”: piazze da riqualificare, cittadini protagonisti

Il tutto nell’ambito del progetto “Di nuovo in centro” , che attivato a fine 211 dal Comune di Bologna in collaborazione con , le associazioni“Urban Center Bologna” e “Piazza Grande”, si propone l’accessibilità e vivibilità nel centro della città . Partendo innanzitutto da nuove regole, e interventi mirati sullo spazio pubblico che pongano al centro il pedone e che gli consentano di tornare “di nuovo in centro”. Anche con il loro contributo attivo.

Come quello di advocacy, per esempio, in tutto il “percorso di coinvolgimento” che ha abbracciato la prima metà dell’anno, e ha avuto il suo picco tra febbraio e marzo. Cinque tavoli di consultazione; quattro giornate di ascolto e confronto territoriale, nei cosiddetti quattro “quadranti” del centro, i quartieri San Vitale, Santo Stefano, Saragozza e Porto, e un momento di discussione finale lo scorso 3 aprile all’ Auditorium E. Biagi di Salaborsa. Quindi l’attività via blog e via questionario, con tutte le correzioni al progetto in puro stile “made in civics”.

Oggi invece? Si parte con le prime iniziative di promozione all’esterno, e l’ individuazione in concreto delle aree di intervento. Come? Con distensione e innovazione. In programma infatti due passeggiate gratuite, con storici dell’arte d’eccezione, e promosse da Urban Center Bologna. In collaborazione con i quartieri Saragozza e San Vitale, per esplorare le loro piazze e far emergere considerazioni in merito a qualità , simboli, usi. Insomma tutto ciò che andrà riscoperto e affidato ad una riqualificazione civica e partecipata, anche perché individuato dai cittadini.

Infatti i “turisti” potranno, anzi dovranno postare il vostro contributo sul blog www.dinuovoincentro.tumblr.com, su twitter e Instagram usando l’hashtag #dinuovoincentro o su Flickr caricando le foto nel gruppo “un giorno a Bologna”. Il meglio, selezionato dai promotori, apparirà sulla rivista “Piazza Grande” del febbraio prossimo, e saranno le primissime priorità nella fase progettuale vera e propria.

Già la scorsa settimana, nel cuore della domenica, il primo tour “a tu per tu” in compagnia del prof. Eugenio Riccomini: protagoniste le ricchezze di piazza Aldovrandi. Il prossimo 2 dicembre invece si va in scena con le piazze Malpighi e San Francesco, dalle 1.3 alle 12.3: “Cicerone” il prof. Giuliano Gresleri.

“Di nuovo in centro”: piazze, ma non solo…

Ma a cosa si punta nello specifico? Quali gli obiettivi di questa esperienza?

Tutto parte dall’idea di pedonalità , e dalla creazione di aree in cui non si veda soltanto il vuoto lasciato dalle auto, ma uno spazio davvero riconquistato dai cittadini. Strade e piazze quindi non solo sottratte allo smog, ma innanzitutto ben collegate, riorganizzando il trasporto pubblico con nuovi mezzi a metano e investimenti nella rete ciclabile pari 1. bici e 7 stazioni di bike-sharing, entro il prossimo anno.

C’è quindi tutto il capitolo dei micro-interventi diffusi, in aree mirate: sta tutta qui la vera riqualificazione. Panchine, pavimentazione, raccolta differenziata, bagni pubblici e postazioni per connessioni internet wi-fi sono solo alcuni esempi, ma i sondaggi, come visto, sono ancora aperti.

Per dare anche a questi luoghi (chiamati anche Distretti “T”) una specifica offerta culturale e commerciale, con oltre 266 esercizi commerciali, monumenti, musei e mercati cittadini: 18.9 mq liberati dai cittadini, per un risparmio di oltre 26 tonnellate all’anno di CO2.

Sicuro, confortevole e piacevole muoversi e vivere nel cuore della città . Un gioco intrigante, insomma, che vale davvero la candela della sussidiarietà .



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