L'Italia, un paese di comuni in trasformazione
Cultura

Lo stato dei comuni

Tra sfide e cambiamenti

Come sono cambiati i comuni italiani nel tempo? E quali sono le sfide che si trovano ad affrontare oggi? E' questo il filo conduttore del volume "Lo stato dei comuni" a cura di Walter Tortorella, edito da Marsilio Editori - Fondazione Ifel (2012).

Dai cambiamenti socio-demografici a quelli economico-istituzionali il libro ci restituisce un’istantanea dell’Italia dei comuni che, tra riforma federalista, crescita economica e vecchie e nuove popolazioni, sta cambiando il suo volto. In 15 anni di Unità italiana si assiste a un effetto sostituzione tra l’incidenza di abitanti che vive in piccoli centri e il grado di urbanizzazione dei comuni: il 35,3 per cento in più della popolazione risiede oggi in un “grande comune” e la percentuale di cittadini dei comuni minori (17 per cento) corrisponde alla percentuale di abitanti che 15 anni prima viveva in comuni con più di 2mila abitanti.

Questo non vuol dire che vi sia stato uno spopolamento dei comuni più piccoli, piuttosto il complessivo incremento della popolazione in Italia ha impattato maggiormente sulle amministrazioni comunali di più ampia dimensione. Oltre al fenomeno dell’inurbamento della nostra penisola, il volume pone l’accento anche sul tema della riforma federalista e del nuovo assetto di competenze legislative tra Stato e Regioni centrando l’analisi sull’istituzione delle città metropolitane.

A oltre vent’anni di distanza dall’approvazione della legge 141/199, infatti, le città metropolitane in Italia sono ancora lontane dall’essere istituite. Come si legge nel testo,”la legge italiana ha scontato alcune ambiguità tra centralizzazione della definizione del modello di città metropolitana e natura volontaria della sua attuazione da parte delle regioni”. Un’ambiguità che si riflette nella contraddizione tra decentramento amministrativo e centralismo regionale (che la legge 265 del 1999 ha tentato di superare attribuendo a comuni e province le competenze nell’attuazione della riforma metropolitana). Il problema, si sottolinea nel testo, è che il dibattito sulla riforma metropolitana è stato affrontato dai policy makers attraverso la produzione di relazioni reticolari e politiche pubbliche innovative (ad esempio piani strategici) piuttosto che attraverso processi di “institution building”.

Il libro si conclude con un’analisi della riforma dei servizi pubblici locali e del ruolo dei lavoratori comunali al tempo della crisi mettendo in evidenza come la crisi economica, esplosa nell’autunno del 28, abbia inciso sulle strategie e sui processi operativi delle amministrazioni comunali arrivando a minacciare la capacità stessa delle amministrazioni di produrre politiche e garantire servizi di qualità .

 



Lascia un commento