Il paesaggio come bene comune va progettato assieme ai cittadini
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Partecipazione e paesaggio, al via il master de La Sapienza

Amministratori, studenti e professionisti i destinatari

foto_paesaggioIl paesaggio rappresenta un bene comune da tutelare, per questa ragione va programmato di concerto con i cittadini. Con questi obiettivi nasce il master di II livello promosso dall'Università di Roma La Sapienza "Paesaggio: procedure di partecipazione in progetti, piani e programmi" che punta a fornire gli strumenti necessari per coinvolgere la cittadinanza nelle politiche paesaggistiche. C'è tempo fino al 17 dicembre per iscriversi.

Coinvolgere e favorire la partecipazione dei cittadini nella programmazione del paesaggio e dello spazio urbano sono gli obiettivi del master di secondo livello “Paesaggio: procedure di partecipazione in progetti, piani e programmi“, organizzato dal Dipartimento Data (Design, Tecnologia dell’Architettura, Territorio e Ambiente) dell’Università La Sapienza di Roma. Il master, attivato in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee, si rivolge a giovani laureati, amministratori locali e professionisti della programmazione paesaggistica per formare competenze specifiche nell’ambito della partecipazione dei cittadini. Il paesaggio rappresenta non solo una risorsa fondamentale per la crescita e lo sviluppo economico ma anche un bene comune da tutelare che, per tale ragione, va pensato e programmato di concerto con i cittadini.

Diventa dunque necessario dare voce ai cittadini che si pongono come parte attiva e interlocutori nei processi decisionali, come indicato anche dalla Convenzione europea del paesaggio, che richiama alla collaborazione tra cittadini, istituzioni e professionisti.

La Convenzione, ratificata a Firenze nel 2000 ed entrata in vigore in Italia nell’ottobre del 2006, stabilisce le politiche, gli obiettivi, la salvaguardia e la gestione del patrimonio paesaggistico, riconoscendo la sua importanza culturale, ambientale, sociale e storica. Nella carta emerge il carattere antropico del paesaggio strettamente connesso all’azione umana che deve essere tutelato, in tutte le sue forme, in quanto da esso dipende la qualità della vita delle stesse popolazioni. Infatti si legge nella convenzione che il paesaggio è la “componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità “.

Un documento che sottolinea l’importante ruolo dei cittadini e il loro coinvolgimento nella definizione delle politiche paesaggistiche con queste parole: “desiderando soddisfare gli auspici delle popolazioni di godere di un paesaggio di qualità e di svolgere un ruolo attivo nella sua trasformazione; persuasi che il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, e che la sua salvaguardia, la sua gestione e la sua pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo”.

Per iscriversi al master c’è tempo fino al 17 dicembre.



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