"Battuto il disfattismo, con un po' di impegno si può fare"
Vivibilità urbana

Aree cani condivise, l’esempio di Miliano

La rinascita di uno spazio verde grazie all'intervento dei cittadini

medium_67073486211A Milano uno spazio verde destinato ai cani, mille metri quadrati in tutto, era diventato uno sterrato inagibile. Ad occuparsi del recupero un gruppo di residenti che, con l'aiuto tempestivo del Comune, ha elaborato un modello di gestione condivisa da esportare in altre zone della città .

Nella splendida cornice del parco delle Basiliche a Milano, a ridosso della Basilica di Sant’Eustorgio, esiste da anni un’area attrezzata per cani. Uno dei tanti spazi in Italia ideati per garantire il decoro e la sicurezza nei parchi, la pacifica convivenza tra diverse categorie di utenti ed il benessere degli amici a quattro zampe. Spesso però ritenuti luoghi esenti da obblighi di manutenzione e percepiti come liberi da qualsiasi regola da rispettare.

” Un’enorme pozzanghera d’inverno, una nuvola di polvere in estate ” : l’area cani al Sant’Eustorgio non faceva differenza, tanto da essere quasi inutilizzabile. Fino a quando un neo-frequentatore del parco, accompagnato da una cagnetta trovata sul Monte Amiata, decide di porre il problema all’attenzione di altri residenti. Si pensa prima ad una raccolta firme, poi si tenta la strada del Consiglio di zona. Il problema resta però irrisolto, sino a quando i cittadini non vengono a sapere che il Comune di Milano, a maggio 212, ha lanciato un progetto sperimentale per l’adozione di aree verdi. Sulle ” aree cani ” in realtà nulla è previsto ma il gruppo non si lascia scoraggiare, rivolgendosi direttamente all’amministrazione comunale.

Di lìa poco, e senza troppi affanni, segue un incontro di ben due ore con il direttore dell’Arredo urbano e Verde di Milano, dagli esiti più che positivi: il Comune è disposto a mettere in moto le procedure per effettuare un intervento straordinario di riqualificazione. Prima però i cittadini devono stabilire la modalità di gestione ordinaria dell’area: affidarla ad un privato attraverso un contratto di sponsorizzazione o limitarsi ad un contratto di collaborazione con il Comune. Si percorre una terza via: i cittadini si impegnano a costituire un’associazione, ricomprendendo all’interno anche un rappresentante dello sponsor da loro individuato, la pensione per cani Bubi e Pupe, disposta a farsi carico di metà delle spese […]

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Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/aoa-/677348621/ via http://photopin.com



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