La consultazione popolare nasce su iniziativa di un gruppo di giovani volontari del FAI, con lo scopo di sostenere e valorizzare soluzioni concrete nell'ambito della cultura, del paesaggio, dell'ambiente
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FAI: le Primarie della cultura

Consultazione popolare del FAI per individuare in modo partecipato soluzioni innovative

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"Se non puoi scegliere il candidato, scegli le sue idee". àˆ questo lo slogan scelto per le "Primarie della cultura" del FAI - Fondo Ambiente Italiano, ormai in dirittura d'arrivo.

Il 28 gennaio, infatti, si concluderanno le operazioni di voto, cominciate il 7 gennaio, alla fine delle quali verranno stabiliti i temi che i cittadini vorrebbero vedere sostenuti dal prossimo Governo.

La consultazione popolare nasce su iniziativa di un gruppo di giovani volontari del FAI, con lo scopo di sostenere e valorizzare soluzioni concrete nell’ambito della cultura, del paesaggio, dell’ambiente in Italia.

Tramite la piattaforma internet, al sito www.primariedellacultura.it, i cittadini possono scegliere tra quindici temi: dalla destinazione di una quota minima del denaro pubblico per la cultura, alle politiche per lo sviluppo del turismo, alla revisione delle norme che regolano il consumo di suolo, a misure che fermino lo svuotamento dei centri storici, all’aumento di ore di storia dell’arte nei programmi scolastici.

Al momento la più votata risulta la proposta “Non 1 di meno: quota minima 1% dei soldi pubblici per la cultura”, con il 17% delle preferenze, segue “Chi tocca il suolo muore: stop al consumo del paesaggio”, con il 14% dei voti. Terzo classificato il tema, “Io non dissesto: piani certi per la sicurezza del territorio”.

Sono tante le adesioni, più di 3., e crescono di giorno in giorno, grazie soprattutto alla rete Internet e ai social network, Facebook, Twitter e Google+, che diffondono a macchia d’olio gli appelli di adesioni e di sponsorizzazione.

I temi più votati saranno presentati ai candidati alle prossime elezioni, del 25 e 26 febbraio, che potranno decidere di sostenerli in caso di vittoria.

L’esperienza rappresenta un modo partecipato dal basso per orientare le politiche sui temi dell’ambiente e della cultura, con soluzioni che permettono di estendere digitalmente il diritto di esprimersi e prendere parte alle scelte collettive.



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