Il Calciosociale è un rete di persone che ha un sogno comune: un mondo a misura d ' uomo.
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Un gol per la solidarietà con il ” Calciosociale ”

Da Corviale uno strumento per combattere il razzismo e il degrado delle nostre periferie.

calciosociale Un gruppo di educatori e tecnici sportivi danno una risposta chiara ad un calcio moderno che troppo spesso troviamo sui giornali per casi di razzismo, calcioscommesse o doping. Il progetto parte da Corviale, il famoso Serpentone nella periferia sud-ovest di Roma, per poi raggiungere altre dimensioni come Scampia a Napoli, Montevarchi in provincia di Arezzo, Cagliari e Carsoli in Abruzzo.

Il Calciosociale nasce nel 2006 in forma associativa con l’obiettivo di organizzare attività inclusive per ragazzi con problemi psico-fisici, vittime di disagio economico, emarginazione sociale, tossicodipendenza o violenza intrafamiliare. Il successo riscontrato negli anni rende necessario l’istituzione di un soggetto sociale trasformandosi cosìin Società Sportiva Dilettantistica. Oltre a educare alla legalità e all’accoglienza il Calciosociale combatte il degrado sociale delle periferie urbane, che porta allo sfaldamento degli equilibri individuali e familiari, all’aumento della microcriminalità e all’indebolimento in termini di coesione sociale e scolarizzazione. Ad oggi registra più di 500 giocatori di tutte le età con le relative famiglie, un rete di persone che ha un sogno comune: un mondo a misura d’uomo.
Lo sport del calcio, preso come modello di vita, ma con regole particolari: i giocatori vengono valutati da una commissione tecnica, la composizione di ogni squadra poi viene sorteggiata in base ai diversi coefficienti di valore affinché siano equilibrate e più eterogenee possibili. Ogni team è retto da un Educatore ed un Capitano, tesserati volontari, in cui l’ultimo supporta l’Educatore eseguendo l’impostazione educativa, le decisioni e anima i componenti della squadra, mentre l’Educatore, che rappresenta il Presidente, guida ed assiste tutto il gruppo. La regola più importante è quella che impedisce a un giocatore di segnare più di tre gol a partita e che induce quindi i più individualisti a mettersi al servizio della squadra, scoprendo la bellezza di lottare con i compagni per una causa comune: da qui il loro motto vince solo chi custodisce, chi custodisce cioè l’amore per il prossimo perché nei tornei del Calciosociale si gioca ” con ” e non ” contro ” .

Da Corviale all’Europa

Calciosociale il 13 luglio 2009 entra in possesso di una struttura sportiva abbandonata, situata in Via di Poggio Verde 455, nel quartiere di Corviale. Con gli occhi di chi guarda verso il futuro nonostante il degrado che lo circonda, il centro sportivo viene chiamato ” Campo dei Miracoli- Centro Valentina Venanzi ” in ricordo di una giovane ragazza scomparsa.
Il 27 Marzo 2012 iniziano i lavori di ristrutturazione della struttura polivalente grazie alla collaborazione della Fondazione Vodafone Italia e la Provincia di Roma che hanno contribuito rispettivamente con 400 e 100 mila euro. Testimonial del progetto è il capitano dell’ A.S. Roma Francesco Totti, da sempre in prima linea nelle iniziative solidali, il quale si è dichiarato felice di sostenere un progetto “rivoluzionario” come Calciosociale promettendo inoltre la sua presenza all’inaugurazione del campo; a queste parole si unisce il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, che ha ribadito come il Calciosociale sia importante perché fondato sulla cooperazione tra cittadini e istituzioni, riscoprendo cosìil bene comune di lavorare insieme e di ridare valore alla propria città . Il progetto presentato anche al Parlamento Europeo a Bruxelles, dove ha riscosso molto successo, ha ancora bisogno di finanziamenti ed è possibile contribuire tutti con 6 euro comprando un metro quadrato del ” Campo dei miracoli ” .



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