Quando la moda diventa di pubblica utilità
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La maison Fendi salverà la Fontana di Trevi

Il mecenatismo culturale

Fontana di TreviLa fontana romana, che già nell ' agosto scorso è stata al centro dell ' interesse della Sovraintendenza Capitolina ai Beni Culturali presenta diversi danni, e finanche crolli di parte della struttura. La sollecitazione del sindaco per sensibilizzare privati e imprenditori, ha trovato ascolto da parte della maison Fendi che ha siglato con il comune, il 14 dicembre, l ' accordo con il quale s ' impegna a donare la cifra necessaria per il restauro. Inoltre la casa di moda devolverà ulteriori 300mila euro per il restauro del Complesso delle Quattro Fontane. Un vero e proprio atto di ringraziamento nei confronti della città che ha dato i natali al marchio nel 1925. Infatti, come assicurano i promotori dell ' iniziativa durante la conferenza Fendi for fountains, la donazione non avrà scopo di marketing pubblicitario. In realtà il nome della griffe apparirà durante i lavori su di un piccolo cartello e, al termine di questi, su una targa di ringraziamenti che potrà però essere esposta solo per un massimo di quattro anni.

Il mecenatismo culturale: una ricetta vincente per Roma Capitale

Il 29 gennaio alla conferenza Fendi for fountains, durante la quale è stata presentata l’iniziativa, si è parlato di mecenatismo culturale come possibile soluzione per fermare il declino dei nostri monumenti, in tempi in cui è sempre più difficile riuscire a reperire risorse pubbliche. Questa strategia consiste nella possibilità di adottare, come fonti di approvvigionamento alternative, le donazioni private senza ritorno d’immagine.

E’ stato possibile percorrere questa strada grazie alla delibera della Giunta comunale n.180 del 16 settembre 2009 che prevede, oltre alla messa ” a reddito ” del patrimonio per ottimizzare le risorse pubbliche e private, al fine di un miglioramento per l’intera collettività , la strategia di fund raising. Si tratta di best practices che avvicinano il cittadino alla gestione della cosa pubblica, tramite donazioni come nel caso del mecenatismo, o addirittura la possibilità di gestire servizi culturali. Insomma laddove l’amministrazione non riesce, la comunità rappresenta, ancora una volta, la migliore risorsa per gestire i beni pubblici, tali proprio perché di tutti non solo nella possibilità di fruirne ma anche di partecipare attivamente per il loro mantenimento e potenziamento.

 



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