Cittadini pronti a occuparsi di un nuovo bene comune: la terra
Cultura

Il territorio bene comune

Il volume a cura di Alberto Magnaghi, edito da Firenze University Press, affronta la questione del territorio, spiegandone gli sviluppi che hanno portato alla sua forma odierna, e come questo sia un bene comune da tutelare. Un tema che oltre alla sua definizione concettuale trova anche spiegazioni più profonde sottolineando l'apporto che i cittadini posso e dovrebbero dare nella sua tutela.

Alberto Magnaghi nelle prime righe della presentazione di questo volume afferma: «la conversione ecologica e territorialista della società e dell’economia come risposta strategica alla crisi è il tema di fondo di questo libro ». Così, in una frase, l’autore esprime il concetto portante del libro “Il territorio bene comune”, una raccolta di scritti in cui si affrontano diversi aspetti di questo tema.

La questione del territorio è di grande attualità specialmente negli ultimi anni, in cui i cittadini hanno iniziato a comprendere la necessità di una vera e propria rivalutazione del nostro pianeta elevandolo appunto a bene comune. Questo testo nasce dalla cooperazione e dal lavoro di un’associazione costituitasi nel 21 “Società dei territorialisti e delle territorialiste”, che tra gli obiettivi ha quelli di promuovere la teoria del territorio bene comune anche tramite discipline scientifiche e politiche sul tema.Precisamente Magnaghi parla di un passaggio da beni naturali semplici, quali la terra, l’acqua, le selve i fiumi; a beni comuni territoriali che sono uno sviluppo dei primi e sono rappresentati dai sistemi agroforestali, paesaggi rurali e città . Secondo l’autore si sta affrontando un ritorno alla terra, una ri-costruzione del patto tra città e campagna, in cui nell’ambito urbano si trova spazio per quello rurale in cui si da nuova dignità a quelle attività primarie, un esempio sono certamente i cosìdetti orti condivisi. Contemporaneamente si parla di mort de la ville, che provoca una ricerca continua di nuove soluzioni, nuove forme per re-inventare lo spazio urbano e l’organizzazione del territorio.

L’attualità di questo argomento è dimostrata in gran parte dalla crisi profonda che il pianeta sta affrontando negli ultimi anni. Una crisi che colpisce l’economia, ma soprattutto l’ecosistema. Ed è proprio in questo contesto che si sente l’esigenza di trovare una soluzione che sembra venire incontro a diversi problemi. La rivalutazione della terra consiste in una nuova concezione che porta a cambiamenti radicali nell’amministrazione del territorio. Per cui i cittadini hanno un ruolo fondamentale, questi sono consapevoli dell’urgenza in gioco e di quanto sia necessario il loro supporto. Cosìnascono molteplici fenomeni che muovono verso un utilizzo sostenibile delle risorse necessarie.

Nessuno spreco: questa è la parola d’ordine. Il percorso seguito all’interno del volume porta nella sua prima parte alla discussione sulla questione epistemologica definendo il territorio bene comune come «il prodotto dell’azione umana come domestificazione », per cui diversi processi evolutivi hanno portato alla nascita di questi neoecosistemi, come afferma lo stesso Magnaghi. Si avverte cosìl’esigenza di una conoscenza più profonda della questione che porti alla sensibilizzazione collettiva, in tal modo da ottenere una gestione più concreta di questo nuovo bene comune. Nella seconda parte si da maggiore spazio ai cittadini attivi che diventano fautori della tutela di questo bene, fino a uno sguardo più concreto nelle note conclusive alla situazione italiana.



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