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Tra Alessandria e Bologna: badanti di condominio

Collaborazione di vicinato per ammortizzare i costi del servizio

badantedicondominio

Un percorso di assistenza sostenibile per le famiglie coinvolte. Da Alessandria e Bologna esperienze di risparmio sui costi per assumere badanti. Non solo un aiuto pratico per disabili o anziani parzialmente autosufficienti, ma soprattutto uno strumento di inclusione sociale in stretta collaborazione con i servizi pubblici locali e associazioni.

Un anno di attività condominiale a Bologna

Sono passati dodici mesi. Quarantacinque condomini della “città turrita”, dal marzo 212 affidano i loro anziani, 178 in totale, a quarantacinque badanti, sia straniere che italiane, per sbrigare le quotidiane attività casalinghe, tra spesa al mercato, riassetto della casa e commissioni. Una badante per ogni condominio: questa l’iniziativa portata avanti da un’associazione di tutela della proprietà immobiliare, la Confabitare.

Spiega Alberto Zanni, presidente dell’associazione, che il risparmio è notevole: a fronte degli oltre mille euro al mese per avere un servizio magari per sole due ore al giorno, con la badante di condominio il costo è parcellizzato, abbassandosi a circa duecento euro. L’anziano paga solo per le ore richieste. Le pratiche amministrative, quali Inps, buste paga, tfr, sono gestite dall’associazione. In prospettiva l’esperienza bolognese è replicabile in altre città .

Solidarietà sociale ad Alessandria

Un precedente italiano risale al giugno 25, quando ad Alessandria, tramite la costituzione ad hoc dell’associazione “Condominio sociale”, si è remunerato un operatore collettivo per assistere sette nuclei famigliari in una palazzina di proprietà dell’Inail.

Non si è trattato solo di aiuto nelle faccende domestiche, ma di assistenza alla persona, conforto nella difficoltà , in stretta collaborazione con i servizi sanitari del capoluogo. Laura Mussano, direttrice del Cissaca-Consorzio servizi socio assistenziali di Alessandria, pone l’accento sull’utilità di tale esperienza, condotta fino al 29, con la quale si può scongiurare il ricorso a strutture residenziali per gli assistiti, ricevendo questi ultimi un servizio continuato e seguito dalla Asl territoriale nel proprio luogo abitativo. Un ulteriore mezzo per mantenere l’anziano o il disabile inserito nel contesto sociale.




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