No alla privatizzazione, sìalla condivisione.
Cultura

Terra e democrazia

Il bene comune della terra, Vandana Shiva, 2012

La scienziata Vandana Shiva da sempre impegnata nelle tematiche ambientaliste porta avanti una lotta alla globalizzazione economica e alla privatizzazione dei terreni.

Vandana Shiva esordisce descrivendo un progetto democratico ed ecologista come punto di partenza e spinta del suo lavoro e della ricerca sulle tematiche raccolte in questo libro. Una visione che quindi vede riunite due facce della stessa moneta: la democrazia da una parte e la terra dall’altra. Democrazia come uno strumento per prendersi cura del pianeta e la terra vista come una grande comunità . Due elementi quasi indissolubili che devono essere tutelati di pari passo, per cui dev’essere l’uomo a garantire la cura di entrambi.

Vengono altresìdescritti dalla scienziata i risultati prodotti dalle proprie battaglie per realizzare questi assunti. Fra tutti la lotta alla privatizzazione delle risorse naturali, problema molto sentito specialmente negli ultimi anni, in quanto causa queste si trovano a essere negate all’intera comunità e soprattutto a quelle autoctone del luogo in cui esse sono prelevate. Si parla cosìdi una forma di «enclosure of commons », in riferimento nello specifico alla recinsione delle terre comuni britanniche, una privatizzazione imposta tramite atti di violenza che hanno obbligato gli abitanti ad abbandonare quelle zone.

Tutta colpa della globalizzazione economica, che non fa altro che produrre maggiore povertà . Per la studiosa è necessario optare per una soluzione che inverta la tendenza dell’esclusione con quella dell’inclusione quindi la difesa della terra come bene comune e libera condivisione delle risorse. Un intervento teso a tutela tutte le forme di vita del pianeta senza alcuna preferenza per il genere umano a scapito delle altre. Ma gli obiettivi di questo progetto non sono limitati a una teorica degli argomenti, bensìalla messa in atto di questi, in cui si considerano tutte le pratiche specifiche per ottenere una democrazia della comunità terrena.

«Sentirsi una comunità terrena significa entrare in sintonia con la fluidità della vita che si rinnova e si rigenera costantemente. Significa percepire la continuità del vivente, dalla nostra esistenza quotidiana a quella dell’universo, e comprendere il significato universale della nostra epoca, della simultanea interazione di diverse realtà » (p. 16).



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