Un viaggio raccontato dai protagonisti delle occupazioni di Teatri abbandonati
Cultura

Com ‘ è bella l ‘ imprudenza

Arti e teatri in rete: una cartografia dell ' Italia che torna in scena

foto_valle_imprudenza"Come è triste la prudenza" recita uno striscione che penzola nel Teatro Valle dal 14 Giugno 2011, quando lo scatto di orgoglio civico ha indotto centinaia di artisti a dare nuova vita a quel Teatro che oggi è simbolo e guida di una rinascita culturale e sociale, non solo per gli artisti, ma per tutti i movimenti per i beni comuni. Il pamphlet "Com'è bella l'imprudenza" contiene le storie narrate dai protagonisti delle occupazioni che si sono susseguite partendo dalla prima esperienza del Nuovo Cinema Palazzo, passando per il già citato Teatro Valle e seguendo un tragitto lungo tutta la Penisola: il Ricreatorio Marinoni e S.a.l.e. Docks di Venezia, il Teatro Coppola di Catania e il Teatro Garibaldi di Palermo, l'ex Asilo Filangieri di Napoli e Macao a Milano, sino al Teatro Rossi Aperto di Pisa.

La coraggiosa imprudenza narrata nelle storie contenute nell’e-book curato e realizzato dalla redazione di Lavoro Culturale, non è quella di persone che non sapevano dove andare o cosa fare, ma è l’imprudenza di chi vuole provare a ricostruire diritto e istituzioni dal basso per poter tracciare una rotta diversa, una rotta comune e condivisa tra Stato-comunità e Stato-apparato. L’imprudenza, come virtù politica, capace di illuminare un percorso di ripensamento della democrazia, basata su un diverso modo di intendere la funzione sociale dei beni pubblici e privati, ma anche su un diverso modo di intendere la cittadinanza che diventa un diritto vivo, fondato sulle pratiche sociali di cura condivisa dei beni comuni attraverso l’azione diretta, la cooperazione, la reciprocità , il mutuo soccorso, l’uguaglianza, il dialogo con la comunità e le istituzioni.

#imprudenze213: libro e spettacolo

L’e-book Com’è bella l’imprudenza” pubblicato nel 212 continua la sua storia e il suo viaggio, trasformandosi in spettacolo che darà voce, occhi e suoni a queste pratiche ed esperienze. In scena ci sarà lo spettacolo “Non leggete i libri, fateveli raccontare” tratto dall’opera di Luciano Bianciardi e riadattato da Angelo Romagnoli, e sarà seguito da un nuovo reportage curato da Silvia Jop, e dal racconto fotografico di Pietro Pasquetti.

LEGGI ANCHE:



Lascia un commento