Libertà e beni comuni insieme, si può?
Cultura

Libertà personale e bene comune

Libertà personale e bene comune, Giorgio Rivolta ed Ernesto Baroni, 2011

foto_libreria_mareGli autori ripropongono due correnti filosofiche, apparentemente separate e distinte, formando un nuovo filone per cui queste solo insieme acquistano maggior significato.

«Una testimonianza importante della freschezza delle idee giuste: esse rampollano come acqua sorgiva anche quando dinnanzi ai nostri occhi pare che scorra solo un terreo fiume, pieno di acque ribollenti di sabbia e di detriti. No. L’essere nel mondo, è questo il messaggio profondo di questo testo, è la continua ricerca di tenere assieme la costruzione della persona nella sua integrità e la costruzione di una società giusta E (…) per volere sovrannaturale le idee giuste riappaiono sotto nuove vesti. »

Il libro di Ernesto Baroni e Giorgio Rivolta ruota attorno a un’idea principe che vede libertà personale e libertà comune come inseparabili, assunto che apre una nuova strada per quella che viene definita come la filosofia della libertà nella comunità . Questo perché nei tempi passati si è visto sempre contrapporre il pensiero liberale, il cui centro è rappresentato all’individuo, e la concezione marxista dell’uomo e della società , per cui al centro vi è l’essere sociale. Dalle ceneri di due filoni apparentemente cosìdiversi che si sviluppa il concetto di complementarietà tra persona e comunità , «in quanto il compimento della persona è a un tempo condizione e funzione del compimento della comunità ». La filosofia quindi torna al suo vecchio compito, ossia quello di «rispondere ai problemi dello sviluppo umano nella sua complessità , senza perciò abbandonare la sua fondamentale vocazione di ricerca della verità a partire dalla domanda fondamentale sull’essere solo cosìsaprà recuperare quell’autorevolezza culturale e quella capacità propositiva di cui le nostre società hanno un estremo e vitale bisogno ».

Cercando di superare modelli sociali storicamente fallimentari, come ad esempio il comunismo, o altri che tuttora sono imperanti nonostante le diverse contraddizioni, quali il capitalismo. I due autori propongono una nuova società di persone e beni comuni, la quale dev’essere imperniata su “cinque rivoluzioni”. Queste consistono in un vero e proprio percorso, per cui l’individuo passa dall’autorità posta fuori di sé a quella fondata sulla coscienza personale; inseguito dalla cultura intesa come possesso del sapere e monopolio dell’informazione alla cultura come ricerca continua della verità attraverso il dialogo; dalla politica come gestione dei rapporti di forza alla politica come comunicazione e interrelazione di progetti personali e soprattutto comuni; dall’economia come accumulazione di capitali e sfruttamento indiscriminato di risorse all’economia come realizzazione di progetti umani; e infine dallo Stato etico all’eticità dello Stato attraverso la sovranità personale e comune.



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