A luglio presentati i primi dati: cresce il non profit, la Pa si snellisce e l'impresa si reinventa

"Dal censimento emerge un quadro complessivo del sistema produttivo del paese"

Alla rilevazione, che si è svolta soprattutto grazie alla compilazione di questionari on-line, hanno partecipato oltre 3mila organizzazioni non profit, 13mila istituzioni pubbliche e un campione di 26 mila imprese.
Sono 4.425.95 le imprese rilevate nel censimento mentre 12.183 le istituzioni pubbliche e 31.191 le istituzioni non profit. Unendo questi tre settori si scopre che danno lavoro a ben 19 milioni 946 mila addetti, di cui 16 milioni 424 mila impiegati nelle imprese (pari all’ 82,3 per cento del totale), 2 milioni 84 mila nelle istituzioni pubbliche (14,2 per cento) e 681 mila nelle istituzioni non profit (3,4 per cento).
Dal nono censimento Istat industrie e servizi 2011 emerge un quadro complessivo del sistema produttivo del paese incrociando i dati che riguardano tre settori: imprese, istituzioni non profit e istituzioni pubbliche, come sottolineato da Andrea Mancini, direttore del Dipartimento per i Censimenti e i Registri Amministrativi e Statistici dell’Istat.

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Il mondo del non profit

Leggendo i dati, settore per settore, si scopre che il mondo del non profit è in crescita nel paese. Al 31 dicembre 2011, infatti, le istituzioni non profit attive in Italia sono 31.191 (+28 per cento rispetto al 2010). Dati positivi che si registrano lungo tutto lo stivale con punte sopra la media nazionale nelle regioni del Centro e del Nord-ovest (rispettivamente 32,8 e 32,4 per cento in più rispetto al 2010). La Lombardia e il Veneto si confermano le regioni con la presenza più consistente di istituzioni facendo registrare percentuali pari al15,3 per cento e al 9,6 per cento. Seguono il Piemonte (8,6 per cento), l’Emilia-Romagna (8,3 per cento), la Toscana e il Lazio (7,9 per cento).

Rispetto invece alle risorse umane impiegate nel settore, il mondo del non profit vanta il contributo lavorativo di 4,7 milioni di volontari, 681mila dipendenti, 271mila lavoratori esterni e 5mila lavoratori temporanei. Cultura, sport e ricreazione sono ancora i settori in cui si registra il maggior numero di istituzioni non profit (con un aumento pari quasi al 4 percento), anche se una significativa crescita si nota anche in settori come quello della filantropia e promozione del volontariato e l’ambiente. Infine circa il 9 percento di tali istituzioni predilige la forma giuridica dell’associazione.

Imprese e PA

Per quanto riguarda il quadro relativo alle imprese dal censimento emerge che, al 31 dicembre 2011, si registra un totale di 4.425.95 imprese attive, con un aumento dell’8,4 per cento rispetto al 2010. Mentre le risorse impiegate nel settore corrispondono a 11,3 milioni di lavoratori dipendenti a cui si aggiungono 5,1milioni di lavoratori indipendenti, 422mila esterni, 123mila temporanei. La rilevazione che ha riguardato il sistema impresa si è articolata in due parti: una di analisi delle caratteristiche e cambiamenti strutturali avvenuti tra il 2010 e il 2011 e la seconda che attiene ai fattori di competitività  delle unità  produttive, soprattutto di quelle di piccola dimensione.

Nella sezione dedicata, infine, alle istituzioni pubbliche, i dati parlano chiaro: la pubblica amministrazione si riduce soprattutto per effetto “di interventi normativi e di processi di razionalizzazione che hanno portato negli anni alla trasformazione di enti da diritto pubblico a diritto privato e all’accorpamento tra istituzioni diverse”. Le istituzioni pubbliche sono infatti 12.183, il 21,8% per cento in meno rispetto al 2010. Le risorse impiegate nel settore corrispondono a 2,8 milioni di dipendenti, 116mila collaboratori e più di 11mila temporanei. Una diminuzione di addetti che colpisce, tra gli enti locali, soprattutto i Comuni (-1, 6 percento) e i settori cruciali del sistema di welfare italiano, quali quelli dell’istruzione e della sanità  e assistenza sociale.

Sul sito del censimento sono disponibili i datawarehouse delle rilevazioni.

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