" Perché si scrive beni comuni, ma si legge democrazia "
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Putignano: trasparenza e democrazia per i beni comuni

I cittadini rivendicano il principio di trasparenza del concorso pubblico per la " riqualificazione delle Piazze Aldo Moro ed Enrico Berlinguer "

Comitato_beni_comuni_PutignanoIn Italia, non esiste un vero e proprio codice amministrativo, ma diverse leggi e decreti da cui si può derivare la disciplina. Sappiamo ad esempio, che per l'art. 1 legge 241/90 (modificata e integrata dalla Legge 15/2005), l'attività  amministrativa è retta da criteri di pubblicità  e di trasparenza; e con l'art. 9 del DPR 352/92, è riconosciuto il diritto di accesso agli atti ai comitati portatori di interessi pubblici o diffusi.

Il Comitato per i beni comuni di Putignano e il Movimento Cinque Stelle di Putignano si sono appellati a queste due norme, con un’istanza al Comune, per chiedere che tutti i 12 elaborati dei partecipanti al bando di progettazione per la riqualificazione delle Piazze Aldo Moro ed Enrico Berlinguer siano espressi in forma palese.

Già  dal 21 Il Comune di Putignano si è distinto per l’apertura dei processi dell’amministrazione alla partecipazione cittadina. Quando fu elaborato il bando sopracitato si tenne conto della risposta degli abitanti, precedentemente chiamati ad esprimere le loro preferenze riguardo la destinazione da riservare alle due piazze.

Il 12 gennaio scorso si costituiva cosìil Comitato per i Beni Comuni di Putignano con lo scopo di portare avanti l’idea di una società  attiva dal punto di vista tanto della partecipazione dei cittadini quanto di una politica aperta al dialogo e alle nuove idee. In questa direzione si è successivamente mosso il MeetUp del M5S di Putignano. I due movimenti si sono poi incontrati nell’esigenza di creare un’iniziativa per chiedere all’amministrazione pubblica maggior trasparenza.

In relazione al bando di progettazione, il Comitato per i Beni Comuni di Putignano e il Movimento 5 Stelle di Putignano hanno inviato al Comune un’istanza con due specifiche e distinte richieste, rispettivamente:

  •  “che si possa far richiesta di visione delle bozze relative a tutti i progetti che hanno concorso al bando…al fine di rendere partecipe la cittadinanza tutta e garantire pubblicità  e trasparenza in ogni sua fase dell’intero processo di decisione del progetto vincente”.
  • “che tutti e 12 progetti siano resi pubblici ovvero pubblicati con tutti i mezzi (Portale internet, affissioni, stampa ,ecc..) di cui il Comune dispone”.

Dal punto di vista pratico, per sottolineare l’importanza della partecipazione di chiunque, si è organizzato un evento di socializzazione ed un incontro in cui sono stati distribuiti dei gessetti colorati per permettere a tutti, di dare il proprio contributo, esprimendosi, tramite un disegno direttamente sulla pavimentazione della piazza. E non è finita qui…

Notando che nella commissione esaminatrice dei progetti fossero presenti solo architetti e ingegneri, ma nessun agronomo, i cittadini di Putignano, promotori del “verde vero per tutti”, sotto lo slogan “Vogliamo la villa”, hanno deciso di distribuire migliaia di cartoline raffiguranti quella che era la villa di Putignano 3anni prima, con l’intento di vedere di nuovo del verde in quelle piazze!

Un unico binario per trasparenza e beni comuni

Un invisibile filo conduttore lega democrazia, lavoro, ambiente, istruzione, diritto ad una esistenza dignitosa, difesa dei beni comuni. Il filo conduttore dell’efficienza di questo paradigma è la trasparenza. Autorevoli studi dimostrano come dove non c’è trasparenza e c’è corruzione, lo sviluppo del paese è frenato, i beni comuni perdono di tutela e l’uguaglianza dei diritti viene meno.

I cittadini, in risposta alla situazione, si organizzano e, come a Putignano, avvertendo il valore dei beni pubblici, avvertono anche l’esigenza di rivendicare il principio di trasparenza, di appellarsi a diritti che permettono di partecipare ai processi decisionali di ciò che fondamentalmente gli appartiene. Infatti i beni comuni sono definiti tali proprio perchè sono di tutti, e ognuno deve prendersene cura, soprattutto in vista del fatto che con un’appropriata salvaguardia e tutela di essi la nostra qualità  di vita migliorerebbe.

Nonostante siamo ben lontani dal modello del Freedom of Information Act, è necessario battersi per far in modo che “trasparenza” diventi la parola d’ordine delle istituzioni italiane e che i cittadini, in quanto stakeholders dei servizi pubblici, possano diventare i giudici dell’azione amministrativa, non solo tramite i processi elettorali.

luciamoscaa@gmail.com

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