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Milano coltivata e partecipata

Con il progetto ColtvaMI il Comune di Milano sperimenta una modalità innovativa di gestione partecipata degli spazi verdi urbani.

foto-coltivamiA maggio 2013, a circa un anno di distanza dall'approvazione della delibera contenente le linee guida relative al progetto "Coltivami", il Comune di Milano emana il primo bando 'Coltivami', per assegnare 171 spazi verdi da trasformare in orti urbani a cittadini e associazioni del terzo settore. L'iniziativa farà parte del programma di EXPO 2015.

Con il Progetto Coltivami, l’amministrazione comunale milanese si pone l’obiettivo di rivitalizzare le aree verdi urbane mediante una forma di gestione partecipata innovativa. Il Comune mette a disposizione una serie di spazi verdi, siti in Via Rubicone e Via Cascina dei Prati, a Milano in zona 9i quali saranno dati in concessione per nove anni ai soggetti che presenteranno un progetto di orto urbano. I soggetti ammessi all’assegnazione degli spazi verdi sono, oltre alle associazioni di cittadini, enti o aziende private che agiscano nell’ambito della responsabilità sociale d’impresa, infine onlus e cooperative sociali, associazioni ambientaliste o di volontariato e fondazioni a scopo culturale o ambientalista.

Le regole dell’orto

La particolarità di questo progetto è la previsione di alcune regole di gestione dell’orto: un utilizzo oculato dell’acqua, modalità di coltivazione conforme a principi ecologici. Il progetto dovrà anche prevedere la creazione di aree comuni, arredi, servizi e depositi attrezzi, di pozzi dove non c’è allaccio all’acquedotto, spazi e contenitori per l’immondizia. I costi di gestione sono a carico dell’assegnatario. Il progetto mira a favorire in modo particolare la sussidiarietà orizzontale e l’ottica di cooperazione: come specificati nei criteri di aggiudicazione degli spazi verdi, saranno favoriti i progetti che esprimeranno la potenzialità di “fare rete” con altre associazioni o enti operanti in zona, la tipologia di attività di apertura alla cittadinanza proposta. Anche la capacità del progetto di generare rapporti collettivi tra ortisti e con i cittadini sarà considerata un valore aggiunto.

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