" L ' immobilismo della Provincia ha provocato la situazione attuale in cui versa il parco "
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Parco San Gregorio: i giovani lo salvano da incuria e degrado

Spontanea iniziativa di sei giovani per il recupero dell ' area verde

AtripaldaIl parco di San Gregorio, meglio conosciuto come parco pubblico di Atripalda, venne inagurato quasi venti anni fa dall'allora presidente della Camera dei deputati Giorgio Napolitano, oggi presidente della Repubblica.

Dalla creazione del parco ad oggi molte cose sono cambiate: da luogo di ritrovo per famiglie, giovani e bambini, il parco è divenuto ora luogo di incuria e degrado.

Le prime denunce sulle condizioni del parco risalgono già all’agosto 211, quando Antonio Prezioso, consigliere comunale, sottolineava lo straordinario lavoro svolto fino all’anno precedente dai volontari dell’associazione “Verde Collina” e dai residenti delle zone limitrofe al parco per la manutenzione e la pulizia dello stesso. Per ignote ragioni la giunta comunale rifiutò di rinnovare la convenzione con l’associazione, nonostante le continue e pressanti richieste.

Da quel momento San Gregorio ha vissuto un periodo di costante declino, fino ad arrivare al maggio scorso, quando la questione è stata nuovamente sollevata da un gruppo di ragazzi di Atripalda: Sabino Aquino, Ivano Bonazzi, Antonio Pio de Mattia, Gerardo de Mattia, Andrea Famiglietti, Emanuele Loffredo.

Lo stato del parco

Erba alta più di un metro, rifiuti sparsi ovunque, rami spezzati e tronchi d’albero a terra: questo è lo scenario comparso dinanzi agli occhi dei sei ragazzi, che si erano recati nel parco per ripararsi dalla calura delle giornate estive.

I giovani hanno cosìdeciso di rivolgersi all’amministrazione comunale affinché sollecitasse la Provincia per la tutela e la pulizia del parco, proponendosi anche come volontari per la riqualificazione dell’area.

Il sindaco di Atripalda, Paolo Spagnuolo, e l’assessore Antonio Prezioso, declinano ogni responsabilità attribuendo le colpe dell’abbandono dell’area verde all’interno della cittadina irpina alla Provincia.

“C’è un fitto carteggio tra l’amministrazione di Atripalda e la Provincia, chiarisce Prezioso, contrassegnato anche da una serie d’incontri e comunicazioni telefoniche. Purtroppo i tempi tecnici per tutti gli adempimenti burocratici si stanno facendo lunghissimi. Noi ci siamo mossi per tempo e con tutte le cautele del caso, onde evitare incidenti diplomatici tra istituzioni. Ma il rispetto di questi iter e l’impossibilità di operare in maniera indipendente hanno ritardato la rapidità di esecuzione che avevamo impresso alla realizzazione dell’intervento”.

Di tale avviso anche i sei giovani, i quali spiegano in una nota: “è emerso con chiarezza che l’immobilismo della Provincia ha provocato la situazione attuale in cui versa il parco, in quanto i solleciti fino ad ora effettuati non hanno sortito alcun effetto. Ed è alquanto paradossale che il Comune di Atripalda sia già pronto a procedere con il recupero della struttura ma, mancando il placet della Provincia stessa, sia impossibilitato a dare inizio ad alcuna azione”.

Per procedere al recupero dell’area, è stata organizzata una raccolta firme per sostenere la questione in seno alla provincia e per raccogliere volontari in occasione dell’eventuale giornata ecologica da organizzare, in accordo con l’amministrazione comunale, per la pulizia del parco.

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