"In molti, giovani e meno giovani, si sono dati da fare con le proprie mani per organizzare eventi a favore della struttura"
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A Finale Emilia i cittadini si mobilitano per il Teatro Sociale

Eno-camminate e concerti per ricostruire ciò che il terremoto ha risparmiato

foto_teatro_finale_emiliaSebbene sia trascorso più di un anno dal sisma che colpìl'Emilia-Romagna, il Teatro Sociale di Finale Emilia, Comune in provincia di Modena, rimane ancora inagibile. Simbolo della città , sito accanto alla celeberrima Torre dell'Orologio, sede di famosi spettacoli come "Hairspray" o "Jesus Christ Superstar", il teatro rischia di non superare il prossimo inverno. Cosìi finalesi hanno deciso di mobilitarsi, per superare la mancanza di risorse e gli ostacoli della burocrazia, attraverso una serie di iniziative volte a raccogliere fondi, espressione della voglia di fare e partecipare al recupero di un luogo cosìimportante per la comunità .

La ricostruzione del Teatro Sociale deve ancora cominciare e sul sito Openricostruzione, nato per tracciare e monitorare le donazione versate e i progetti in corso, la voce “interventi previsti” nella pagina del teatro appare vuota, con una stima dei lavori pari a 65mila euro. Secondo l’assessore regionale alla cultura Massimo Mezzetti i danni sono stati però sottostimati, un problema, questo, che si affianca a quello della burocrazia, dal momento che il finanziamento statale per i beni culturali è stato sbloccato solo recentemente.

Di fronte a questa situazione Pierpaolo Salino dell’associazione culturale Pevar lancia un appello: “Sappiamo che le risorse per la ricostruzione sono quelle che sono però alle istituzioni chiediamo almeno una road map, un impegno operativo che definisca i tempi necessari a restituire il teatro ai propri cittadini visto che in molti qui, giovani e meno giovani, si sono dati da fare con le proprie mani per organizzare eventi a favore della struttura”.

Un’estate di eventi per ricostruire insieme!

Come la scorsa estate, impegnati nel mappare i pezzi che componevano la Torre dell’Orologio, con grande volontà e forza d’animo, le associazioni finalesi hanno deciso di mobilitarsi anche quest’anno e raccogliere fondi, con la speranza di inviare un segnale alle istituzioni.

Con la “Festa del Ringraziamento” svoltasi a fine giugno, il circolo musicale “LatoB” è riuscito a donare circa 6mila euro per la ristrutturazione del teatro Sociale. A suon di batterie e chitarre, il circolo ha voluto ringraziare tutti coloro che lo scorso anno hanno permesso la sua riapertura, messa a serio rischio dai danni provocati dal sisma, partecipando al festival “ABBASSA”. Un modo di ringraziare e festeggiare che ha visto coinvolti importanti nomi della scena musicale italiana, come i “Cut”, “Lo Stato Sociale” e tante altre band pronte a dare il loro contributo per il più importante e antico contenitore culturale della città .

Più di recente, invece, l’associazione culturale Pevar ha organizzato la sesta edizione di “Magnafinal”, una camminata enogastronomica tra il centro storico e le campagna di Finale Emilia. La mattina del 15 settembre più di mille partecipanti si sono dati appuntamento ai giardini pubblici De Gasperi, pronti ad affrontare un percorso di circa 9 km da svolgersi esclusivamente a piedi, in gruppi guidati da esperti conoscitori dei luoghi. Ad ognuna delle otto tappe, situate a 1 km l’una dall’altra, sono state offerte delle specialità culinarie della tradizione locale ed un vino d’accompagnamento, il tutto corredato da musica e balli. Un’occasione per unire utile e dilettevole, godere e riscoprire luoghi e sapori locali al tempo stesso facendo beneficienza. Il ricavato della manifestazione, che lo scorso hanno è stato devoluto per l’acquisto di un pick-up per la protezione civile, sarà destinato infatti alla ricostruzione del teatro Sociale. Un ricavato al quale si aggiungono i proventi di “Pasteggiando 213”, prima versione notturna della “Magnafinal”, che, si auspica, riescano a coprire quantomeno le spese per la copertura del tetto.

In Italia…e non solo!

Non bisogna dimenticare che solidarietà e aiuti concreti alle popolazioni emiliane sono giunte anche dalle comunità italiane all’estero. Dal Cile al Canada, dal Brasile al Messico, i corregionali emigrati, spinti dal “richiamo della terra” o semplicemente, ma non meno importante, da un forte senso di solidarietà , si sono attivati per contribuire alla rinascita di una Emilia-Romagna più bella e forte. Fondi da devolvere alle zone colpite dal sisma sono giunti sin da subito da parte di istituzioni, associazioni, parrocchie, scuole e singoli cittadini. La scuola italiana Vittorio Montiglio di Santiago del Cile, per esempio, riuscìa raccogliere tra gli studenti 5mila euro. Sempre a Santiago la parrocchia italiana di Nostra Signora di Pompei ha messo a disposizione il proprio conto corrente per ricevere i contributi della comunità italiana. O ancora, a Bruxelles, la ferrarese Stefania Succi ebbe l’idea di organizzare “Be Up”!Brussels for Emilia Romagna”, una manifestazione autorganizzata dai cittadini, con oltre 7 adesioni e un concerto che ha visto alternarsi sul palco artisti locali e italiani.

Sono solo alcuni esempi che dimostrano quanto sia importante l’impegno dei cittadini, uniti insieme per uno scopo comune, e come la solidarietà riesca a vincere anche sul sisma, nonostante in Italia, spesso, i beni culturali vengano trascurati.

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